BARI La Fiera del Levante vuole restaurare e valorizzare il proprio patrimonio artistico, costituito da oltre 250 opere. Per farlo si appella al mecenatismo. I grandi artisti del Novecento nello «scrigno» della Fiera Tesoro custodito a Bari: 253 opere. «Non le venderemo» BARI Oltre 250 opere realizzate dai più grandi artisti del Novecento, da Andy Warhol ad Enrico Baj, passando per Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Amerigo Tot sino a quelle dei baresi Raffaele e Francesco Spizzico. La Fiera del Levante scopre un patrimonio artistico di grande valore. Un tesoro non ancora stimato che dà un po' di speranza ad un ente pubblico che fatica a far quadrare i suoi bilanci. «Le opere d'arte della Fiera non sono in vendita», ha chiarito subito Ugo Patroni Griffi, presidente della Fiera del Levante, ieri all'inizio della conferenza stampa. «Siamo qui perché vogliamo invitare mecenati pubblici e privati ad aiutarci a valorizzare questo patrimonio e renderlo fruibile anche al pubblico». Opere acquisite negli anni d'oro della Fiera, quando Expo Arte era una fucina di artisti, seconda per importanza solo alla fiera di Bologna; opere che stanno attirando l'attenzione anche fuori dai confini regionali. «Il presidente della fiera di Padova (inizialmente interessato addirittura all'acquisto delle opere) - ha detto Griffi - ci ha chiesto di esporre i pezzi più importanti a novembre ad "Arte Padova", mostra mercato dell'arte moderna e contemporanea». Tra gli obiettivi c'è anche quello di ridare prestigio a marchi di proprietà dell'Ente, proprio come Expo Arte. Il primo passo da fare, però, è quello di catalogare, risistemare e in alcuni casi restaurare i dipinti e le sculture che giacciono negli uffici della Fiera. «Ci ripromettiamo di rendere tutte le opere chiaramente riconoscibili entro due mesi - ha affermato Mimmo Magistro, consigliere generale della Fiera e promotore dell'iniziativa - anche attraverso una breve cronistoria degli autori da applicare sotto la cornice come nei grandi musei. Ospiteremo visite di scolaresche, iniziando dai licei artistici e verificheremo la possibilità con l'università di riconoscere crediti formativi per quegli studenti che verranno in stage ad aiutarci». Per questo primo step del progetto si sono fatti avanti già i primi mecenate. «L'Ance (Associazione nazionale costruttori edili), il club Cultura Confindustria, il Cnr e singoli imprenditori, come Mimmo Trizio, stanno creando un fondo da destinare alla valorizzazione di queste opere», ha annunciato Lorenzo De Santis, vicepresidente della Fiera del Levante, impegnato in prima linea, in quanto presidente di Confindustria Ance Bari e Bat, nell'intercettare risorse. Un progetto sostenuto anche dalla Regione Puglia, che ha coinvolto direttamente il governatore Nichi Vendola: «Questa può essere una buona pratica che in futuro potremo estendere anche a tutte le altre amministrazioni pubbliche. La stessa Regione ha opere d'arte che meritano di essere valorizzate». E a proposito del futuro del quartiere fieristico, Vendola ha aggiunto: «La Fiera ha vissuto una stagione di turbolenze, ha ferite e cicatrici importanti, abbiamo il dovere di valorizzare gli uomini e le donne che lavorano qui e non parlare solo di esuberi. Questo luogo non deve vivere solo 20 giorni all'anno. Abbiamo fatto una corsa contro il tempo costruendo nuovi padiglioni, abbiamo creato qui il Cineporto e stiamo ristrutturando il palazzo storico del Mezzogiorno, vogliamo una Fiera che attragga pubblico ogni giorno dell'anno». Resta il problema della locazione di questo patrimonio, sollevato anche dall'assessore regionale Silvia Godelli: «Abbiamo in tutta la Puglia un solo museo di arte contemporanea, il museo Pino Pascali a Polignano, che soprattutto per le sue dimensioni non sarebbe capace di accogliere tutte queste opere». Una soluzione potrebbe essere quella di creare uno spazio espositivo permanente all'interno dello stesso quartiere, ma questo richiederebbe il reperimento di ulteriori fondi, in un momento in cui la Fiera non naviga in buone acque. «A questa esigenza si aggiunge anche l'urgenza di fare una stima e assicurare il valore di tutte le 253 opere», ha detto Godelli. In questo contesto è spuntata l'ipotesi della Caserma Rossani. «Con l'amministrazione Emiliano - ha continuato l'assessore - abbiamo definito le linee guida per creare un polo multidisciplinare, con la successiva dovrebbe concretizzarsi il progetto». Intanto la prima occasione per ammirare parte del patrimonio della Fiera del Levante sarà una mostra temporanea che si terrà tra circa due mesi nella sala Murat in piazza del Ferrarese, messa a disposizione dal Comune di Bari.