Il parcheggio sotto Palazzo Spada si farà, anzi già c'è, i lavori riguardano solo la rampa. «Ci sono le autorizzazioni, i lavori sono realizzati dalla soprintendenza ai beni architettonici», spiega Oberdan Forlenza, segretario generale del Consiglio di Stato. «Queste rassicurazioni non bastano, aspettiamo spiegazioni dal ministro per i Beni Culturali», spiegano i deputati Realacci e Bonaccorsi che hanno presentato un' interrogazione. Il parcheggio (contestato) di palazzo Spada si farà, anzi già c'è da molto tempo. «È stato realizzato a fine degli anni '90, i lavori erano conclusi da tempo, sono stati bloccati dai ritrovamenti e dai ricorsi amministrativi. Gli interventi attuali riguardano solo la rampa d'accesso, cambiata rispetto al progetto originale, che prevedeva l'ingresso attraverso un elevatore e la messa in sicurezza della parte interrata dove sono stati trovati reperti archeologici, che diverranno parte del percorso museale, spiega il segretario generale del Consiglio di Stato, Oberdan Forlenza. Le spiegazioni arrivano dopo le polemiche dei giorni scorsi, e la presentazione dell'interrogazione al ministro dei Beni Culturali Franceschini dei deputati Realacci e Bonaccorsi, nella sala dell'adunanza generale sotto la statua di Pompeo. «Quel parcheggio è già stato realizzato - continua l'architetto Mario Lolli Ghetti, che ha seguito allora i lavori - Ora si sta lavorando alla messa in sicurezza della parte archeologica, ma soprattutto non si è danneggiato il giardino definito "rinascimentale", perché di fatto non esisteva. Le fontane attuali le ho fatte realizzate io, quelle che abbiamo trovato quando sono iniziati i lavori, oltre vent'anni fa, erano degli anni '50 e molto ammalorate, come tutto il giardino». Manca all'incontro con la stampa la soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici responsabile dei lavori. Manca anche il cartello di inizio lavori, ma riappare durante la giornata «era solo caduto lo abbiamo risistemato», spiegano i tecnici. Non mancano le autorizzazioni come conferma il segretario del CdS. «Devo ritenere che siano regolari, perché i lavori sono pensati, eseguiti, e realizzati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici», spiega. E alla domanda se non ritenga opportuno che il Consiglio di Stato lasci il palazzo all'utilizzo pubblico museale risponde. «Questo è un perfetto connubio tra istituzioni che permette al palazzo di essere restaurato e curato con i nostri fondi» Secondo le spiegazioni non ci sarebbe nulla di irregolare, «abbiamo ridotto la portata del parcheggio, per ampliare la parte dei ritrovamenti archeologici». Tanto che i posti auto sono 20, per un intervento di circa un milioni di euro. Ma le rassicurazioni non bastano ad Ermete Realacci e a Lorenza Bonaccorsi: «Non ci pare che le dichiarazioni di oggi abbiano fugato tutti i dubbi sui lavori in corso a Palazzo Spada. Per questo aspettiamo una risposta chiarificatrice sull'intero intervento dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali».