Accanto all'imponente patrimonio di Ville Storiche, oggi in triste decadenza, il centro storico di Roma è infarcito, come l'uvetta nel panettone, di tante piccole «Grandi Bellezze». Soprattutto giardini, cortili e grandi e minuti parchi privati, per lo più chiusi al pubblico, condizione che ne ha preservato finora l'integrità. A parte le meraviglie scoperte e consacrate dal film di Sorrentino e divenute mete di un pellegrinaggio culturale, basta girare per la città con gli occhi aperti e spiare da cancellate e buchi di serrature (come quello del portone sui reconditi giardini dei Cavalieri di Malta con vista sul Cupolone), per scoprire tesori di giardini all'italiana, spalliere di rose, boschetti di allori, pini secolari. Chi abbia l'occasione, ad esempio, di partecipare a conferenze e dibattiti nelle sale di Vicolo Valdina di proprietà della Camera dei Deputati, non potrà non ammirare, nell'appartato chiostro del convento accanto alla chiesa medievale di S. Gregorio Nazianzeno, due antichissimi alberi di fico e un vetusto arancio, che i giardinieri del Parlamento cercano di salvare dalla decrepitezza. Dal piccolo al grande. Osservando le foto satellitari del quartiere Salario, non potrà sfuggire un grande rettangolo verdeggiante stretto tra l'antica via consolare e il Viale Regina Margherita. I muri di recinzione della Villa Albani (oggi Torlonia) nascondono alla vista dei passanti un vasto parco con cedri e pini immensi, un delizioso giardino all'italiana, e, verso il viale, una folta boscaglia di lauri, bagolari, ailanti, platani e altre essenze. La lista dei giardini segreti (vedi ad esempio il prezioso e curatissimo hortus conclusus ai due lati del Museo Borghese) è veramente lunghissima. Si va da quelli di grandi dimore nobiliari come Palazzo Sacchetti - che fino alla costruzione dei muraglioni del 1870 si affacciava sul Tevere - ad abitazioni di moderni imprenditori. Ad esempio, sulla via Aldrovandi che costeggia l'ex Giardino Zoologico, una cancellata con i simboli di due delfini racchiude il giardino all'italiana di villa Parodi Delfino, oggi Caltagirone. A pochi decine di metri di distanza, il parco di Villa Taverna, sede dell'ambasciatore degli USA e, poco distante, sulla via dei Tre Orologi, quello dell'Ambasciata del Giappone. Notevoli e occulti ai più il parco dell'ambasciata del Belgio presso la Santa Sede in via De Notaris al Quartiere Pinciano e quello, con altissime palme e grandi lecci dell'ambasciata di Bulgaria sul Monte Parioli. Ormai troppo noto, perché sede spesso di convegni e manifestazioni, il superbo parco della Villa Medici di proprietà della Francia. Meno conosciuto ma interessante è invece il giardino del Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata, ombreggiato da maestosi cedri del Libano e grandi magnolie. Credo e spero che, davanti al declino della Grande Bellezza romana che ha fatto vincere l'Oscar all'Italia, questi reconditi gioielli verdi, più che preziose reliquie di un passato glorioso, possano rappresentare anticorpi culturali e piccoli semi per l'indispensabile recupero di una civiltà urbana troppo spesso trascurata e negletta.