Egregio direttore, da tempo il suo quotidiano, direi quasi in solitaria, si occupa di cultura come educazione intellettuale ma anche come ricaduta economica. Non vorrei fare arrossire gli uomini del sapere, ma non mi scandalizza affatto pensare che la cultura possa generare benessere economico e posti di lavoro. Dirò di più: finalmente si sta arrivando a capire che il Trentino può sfruttare al meglio questo filone che va abbinato al turismo, la materia prima della nostra terra. Ho avuto modo di leggere proprio sul suo giornale il programma dell'assessore competente Tiziano Mellarini. L'ho trovato interessante e per certi aspetti innovativo. Ovvio che bisognerà attendere la traduzione pratica dei concetti enunciati, ma considero determinante già il fatto di avere davanti un orizzonte. Spero che con l'andare del tempo non ci siano ripensamenti di tipo localistico. La storia del Trentino è un valore, però va valorizzata guardando al futuro, non al passato. Mi pare che l'idea di costituire un museo dell'autonomia sia stata giustamente archiviata. Sarebbe stata un'inutile esposizione folkloristica. Da esterno e da uomo che ha vissuto nel mondo culturale, mi aspetto che la regia provinciale abbozzata dall'assessore non si traduca in un soffocamento delle iniziative. La Provincia deve pensare a creare un grande contenitore dentro il quale le varie proposte si possano integrare e non sovrapporre. La scelta di un cda unico, di tipo amministrativo, per i musei mi pare inevitabile. Ciò non vuol dire limitare l'iniziativa culturale dei musei. Muse e Mart, che rimangono i due capisaldi della politica culturale trentina, dovranno camminare di pari passo in quanto rappresentano una ricchezza messa in mostra dal Trentino per attirare le persone. Non è più tempo di gelosie, a mio avviso. Mart e Muse come apripista:poi dietro, ma non in posizione secondaria, il resto dell'offerta museale provinciale quanto mai ricca. Il cammino che aspetta l'assessore Mellarini è lungo e difficile. Partire però considerando la cultura motore dell'economia e dell'occupazione giovanile è positivo. Salvatore Mario Lorenzi, ROVERETO Caro Lorenzi, il nostro giornale ha sempre sostenuto la cultura sia per il suo valore intrinseco, sia per le sue ricadute economiche. I due aspetti procedono di pari passo, purché non vengano sovrapposti. Mi spiego. La cultura è l'anima di un popolo, nonché il suo nutrimento. Va innaffiata con disinteressata generosità, poiché una cultura assoggettata a logiche economiche non è più tale, avendo evidentemente perso il requisito fondamentale della libertà. Ciò non significa tuttavia ignorare che il sistema culturale genera il 5,4 della ricchezza prodotta in Italia (rapporto Unioncamere riferito al 2012), dando lavoro a 1,4 milioni di persone (0,5 in più rispetto al 2011), pari al 5,7 degli occupati. Per tale ragione e considerando la difficile congiuntura economica, giova ricordare che libertà non significa irresponsabilità. Gli operatori culturali, insomma, non devono essere succubi delle logiche economiche, ma devono porsi il problema di come valorizzare al massimo gli investimenti pubblici nel settore: se il Muse si attrezza per far trascorrere una notte al museo a un po' di famiglie, dimostra di essere una realtà dinamica che non tradisce la propria finalità. L'ente pubblico, dal canto suo, deve però sfruttare al massimo l'offerta culturale e favorire le sinergie, valutando le proposte nel complesso e con occhio lungo. Sono stucchevoli, ad esempio, le ricorrenti polemiche sulle ricadute economiche del Mart: il museo di Rovereto si è costruito una credibilità mondiale alternando progetti sofisticati ad altri più popolari seppur di spessore e così deve proseguire. Sapendo che non è compito della direttrice di Corso Bettini preoccuparsi se le imprese economiche sanno sfruttare tale risorsa, magari banalmente tenendo aperte le loro aziende quando la città è piena di turisti. Il mio auspicio, in conclusione, è che l'assessore Mellarini non sia tentato troppo dalle logiche di marketing e dimostri di voler rispettare gli imprescindibili spazi di autonomia della cultura. Spazi da delineare responsabilmente, certo, ma da non soffocare. Enrico Franco
La cultura è una risorsa se si difende la sua libertà
L'autore sostiene che la cultura è un valore fondamentale per l'economia e l'occupazione, e che il Trentino può sfruttare al meglio la sua cultura per generare benessere economico e posti di lavoro. L'autore elogia il programma dell'assessore Tiziano Mellarini per la sua innovatività e la sua capacità di guardare al futuro. Tuttavia, l'autore esprime preoccupazioni per il potenziale sovrapporsi delle logiche economiche e della cultura, e sostiene che la cultura deve essere valorizzata e protetta. L'autore sostiene che il Museo dell'autonomia non è stato un'idea giusta e che la Provincia deve creare un grande contenitore per le varie proposte culturali.
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