Rischio crollo nella chiesa trecentesca. La Curia è senza soldi BRINDISI Crepe, calcinacci e profonde lesioni hanno messo a rischio alcune parti della chiesa trecentesca di San Paolo l'Eremita. Gli altari e, soprattutto, il campanile sono a rischi crollo eppure non sarà possibile ristrutturarli a breve. I lavori, inizialmente previsti per settembre 2013, non sono mai stati avviati e la Diocesi non ha fondi per consentire alcun tipo di messa in sicurezza. Nel cuore del centro storico di Brindisi e visibile dall'omonimo largo San Paolo, il campanile presenta spaccature davvero preoccupanti senza contare che, in alcune delle colonne che sorreggono le campane, mancano addirittura delle parti probabilmente già crollate. Sono a rischio anche i solai e per gli altari interni sono addirittura state transennate le aree più pericolose: i fedeli sono stati avvertiti di non avvicinarsi troppo. «Siamo fermi in attesa di capire quali siano le priorità - ha spiegato don Antonio Valentino, parroco di Leverano e neo responsabile dei beni monumentali per l'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni - ma non abbiamo provvidenze sufficienti per risolvere alcuni problemi. Stiamo tentando di valutare dove intervenire ma sappiamo anche che ci sono beni su cui è necessaria almeno la messa in sicurezza». Un primo sopralluogo con un tecnico è già stato effettuato ma, nelle prossime settimane, ci sarà un ulteriore visita al tetto con l'ausilio di un'impalcatura: in quella occasione si potrà avere maggiore contezza dei danni al solaio e al campanile. Proprio quest'ultimo presenta crepe e vuoti nelle colonne molto preoccupanti. Il problema dei fondi per i lavori, però, resta irrisolto. L'Arcidiocesi, infatti, ha solo una parte del denaro necessario che è arrivata grazie ad una donazione. Eppure, con l'intero territorio brindisino pronto a valorizzare ogni bene e monumento, la questione diventa ancora più importante. Proprio ieri il commissario prefettizio della Provincia, Cesare Castelli, ha riunito i rappresentanti di Comuni, Camera di commercio, Archivio storico, Soprintendenza, Arcidiocesi e Aeroporti di Puglia per concretizzare la nascita di un circuito museale che preveda la gestione integrata di servizi per i beni culturali dell'intero territorio provinciale. Entro il 21 marzo, prima che il prefetto Castelli incontri l'assessore regionale Angela Barbanente, ogni Comune indicherà quali beni far rientrare nel circuito. Così, oltre a parchi e musei, anche i beni monumentali della Curia potranno essere inseriti nei percorsi turistici. Per alcuni, però, sarà necessario che vengano prima messi in sicurezza.