NAPOLI Paola Nugnes, senatrice cinque stelle. Una tesi di laurea sull'Italsider e Bagnoli, quartiere dove è nata. Ieri 4 marzo, primo anniversario del rogo di Città della Scienza. Si è sfiorata la rivolta. «Mi sembra normale. Il sindaco è venuto meno per due volte alle promesse. Si è smentito due volte. La prima quando in campagna elettorale disse che Bagnoli sarebbe tornata ai cittadini e la seconda volta ha fatto addirittura dietrofront rispetto alla delibera sulla spiaggia libera chiesta a gran voce da tredicimila cittadini». Ma la firma prevista per ieri non c'è stata. «Solo un ritardo, ci sarà». Ma su Bagnoli e la Città della scienza cosa vi aspettavate? «Semplicemente ciò che de Magistris aveva detto anche in campagna elettorale: la bonifica, il parco, la realizzazione di un grande litorale pubblico. E invece abbiamo capito già con il licenziamento dell'assessore Luigi De Falco, che per queste cose si batteva, quale aria tirasse a Palazzo San Giacomo». Cioè. «L'accordo attuale stralcia la bonifica e la rimozione della colmata. E questo è molto preoccupante. D'altra parte il ministero aveva chiesto al Comune un cronoprogramma degli interventi per poterli finanziare. E' mancata una ricognizione delle criticità ambientali con pareri tecnici di Asl e Arpac». Ma qual è la questione? «Città della scienza è stata realizzata in barba al Prg del 1996, della variante occidentale del '98. E anche delle leggi ambientali, in particolare la 582 che prevede il ripristino della morfologia naturale della costa e la destinazione d'uso di quel litorale per la spiaggia e la balneazione. È stato ignorato perfino il Piano urbanistico dell'area varato nel 2005 che vuole tutta la zona del litorale libera da edifici e destinata al tempo libero, oltre ovviamente la bonifica. Certo l'incendio di un anno fa è stato devastante, ma una tragedia può anche servire a rientrare nella legalità e rimettere le cose a posto. E invece tutto resta come prima. Città della scienza arretra di pochi metri, la spiaggia non si fa e si lascia campo libero a chi vuole costruire». Ma a chi? «Non è un segreto. La verità è che qui vogliono mettere gli alberghi sulla costa. Qualcuno pensa che lasciando campo libero ai privati si risolvano i problemi. Ma alla fine si favorisce solo la speculazione». Oltre ad andare in piazza cosa farete? «Presenteremo ricorso al Tar appena firmeranno l'accordo. Lo farà anche Italia nostra. Sicuramente non ci arrenderemo. Se dovesse passare quel documento c'è una sola sicurezza per il futuro di Bagnoli: addio alla spiaggia e al parco. Noi abbiamo raccolto tredicimila firme per averli. Avremmo potuto indire il referendum e ci siamo fermati perché il Comune deliberò il via libera al litorale dei cittadini. Bene, quelle firme possono essere riusate».