Oggi saranno proprio i magistrati ad aprire le porte del giardino rinascimentale di palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, per mostrare i lavori (contestati) del parcheggio interrato, che sta(rebbe) per nascere non lontano dalla falsa «prospettiva» del Borromini, capolavoro del trompe-l'oeil . E lo fanno nel giorno in cui la vicenda arriva alla Camera dei deputati, con un'interrogazione al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, firmata dal presidente della commissione ambiente Ermete Realacci e dalla deputata Lorenza Bonaccorsi. «Abbiamo chiesto al ministro se fosse a conoscenza di questi lavori - racconta l'onorevole Realacci - se la realizzazione di locali e parcheggi interrati ad uso del Consiglio di Stato siano necessari, e se questi lavori siano provvisti della dovuta autorizzazione da parte da parte della soprintendenza ai Beni architettonici e Paesaggistici». L'apparizione delle ruspe nel palazzo Capo di ferro ha provocato la reazione di storici, intellettuali, architetti ed urbanisti come Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Paolo Berdini che hanno firmato un appello, indirizzato a Franceschini. «Sono passati dei giorni e non è accaduto nulla - continua Realacci - per questo motivo ho deciso di porre l'interrogazione. È un luogo bellissimo, da tutelare, indipendentemente dall'organo che lo occupa». E proprio tra la galleria del Borromini e il giardino dello stesso palazzo sono state girate alcune scene del film, premio Oscar, «La Grande Bellezza» di Paolo Sorrentino. «Vogliamo sapere se siano state rispettare le prescrizioni a tutela del giardino e del palazzo che ospita la galleria Spada - conclude Realacci- e se sia previsto dopo la chiusura del cantiere il ripristino del giardino esattamente dove e come era. E la cancellazione del posteggio antistante a piazza Capo di Ferro». Quesiti legittimi, visto il valore del luogo, a cui si aggiunge il dubbio se un palazzo antico che conserva capolavori come Caravaggio, Tiziano, Rubens sia il luogo adatto per uffici. Seppure di un organo tanto importante. La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici ha preferito non rispondere.