ROMA Alla fine della riunione di ieri mattina il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha garantito: «Abbiamo stanziato subito due milioni per la manutenzione ordinaria del sito e deciso di avviare tutti gli interventi di "somma urgenza"». Al capezzale degli scavi di Pompei si sono seduti in tanti, ieri mattina al Mibac. Insieme al neo ministro anche il soprintendente Massimo Osanna (che dopo molti mesi da oggi eserciterà finalmente le sue funzioni effettive), il direttore generale del progetto Grande Pompei generale Gianni Nistri, il direttore generale delle antichità Luigi Malnati. E fuori campo risuonava la voce preoccupata del commissario europeo Johannes Hahn: «Ogni crollo a Pompei per me è una sconfitta enorme. Chiedo con forza alle autorità italiane di prendersi cura di Pompei perché è un sito emblematico non solo per l'Europa ma per il mondo». Il neo ministro Franceschini ha dato la sua parola e messo la sua faccia: «Il commissario europeo Hahn può avere la certezza che lo Stato italiano si sta prendendo cura di Pompei». Anche perché il commissario europeo ha annunciato nuovi soldi per gli scavi: oltre ai 105 milioni già in cassa, Pompei potrà far conto su muove finanze che arriveranno da oggi al 2020. Intanto bisogna darsi da fare per spendere quelli che ci sono già stati dati. Il ministro Franceschini ieri ha buttato giù nove punti d'intervento prevedendo , tra le altre cose «l'accelerazione dell'esame delle proposte pervenute per la gara per la realizzazione del sistema informativo geografico di Pompei che servirà di base per la futura programmazione degli interventi di conservazione dell'area ». Ma c'è anche la definizione di una convenzione tra Mibac e Finmeccanica per la prevenzione del rischio idrogeologico, grazie a servizi e tecnologie sperimentali di rilevamento satellitare. Ovvero per la prevenzione dei crolli. Il direttore Malnati parlando proprio dei crolli li ha definiti «fisiologici». Ha detto, infatti: «I crolli di cui si parla, che non voglio minimizzare, sono fisiologici. Pompei ha un milione e 700 mila metri cubi di alzati antichi, una città unica al mondo, e ha i problemi che hanno tutti i centri costantemente monitorati ma comunque esposti». Parole che hanno suscitato l'irritazione del sindacato Uil che in una nota ha dichiarato: «Andrebbero perseguiti quanti hanno sino ad oggi assistito ai crolli». E si è chiesto: « Il sito oggi offre le necessarie sicurezze ai milioni di visitatori?». Preoccupate anche le parole di Stefano Caldoro, governatore della Campania: «Noi abbiamo programmato, ci abbiamo messo la faccia e oggi rischiamo di non fare una bella figura. Di quei 105 milioni cofinanziati dalla regione Campania e dalla Commissione europea «il livello di spesa è bassissimo».