ORMAI il tempo è diventata l'incognita fondamentale. Così come la parola d'ordine è una: bisogna accelerare. Perché, come dice il sindaco Giuliano Pisapia, «a questo punto ogni minuto perso può essere davvero rischioso». È anche per questo che un pezzo del nuovo governo è volato a Milano per aprire il dossier Expo e, come spiega il ministro dell'Agricoltura con delega al 2015 Maurizio Martina, «è il tempo della massima collaborazione e azione: bisogna accelerare e passare dalla fase di progettazione alla fase di concretizzazione ». I nuovi ministri dovranno chiudere tutte le partite ancora aperte, da quelle strategiche come turismo e cultura agli strumenti operativi come una collaborazione con l'Agenzia delle Entrate o delle Dogane. Fino al capitolo più problematico: quello delle infrastrutture collegate all'Esposizione, su cui punta molto la Regione. Tanto che, per risolvere le questioni ancora aperte, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi promette «un tavolo permanente» al Pirellone per tutto il mese. Perché è a questo che è servita la riunione tra istituzioni, società di gestione ed esecutivo: a siglare un nuovo patto per Expo che possa permettere la volata dell'ultimo anno. «Dal governo non ci sarà nessun passo indietro», anzi, «visto che stiamo arrivando al traguardo, il nuovo governo farà tre passi avanti», ha assicurato il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi. Eppure, non è passata inosservata l'assenza a Milano di Matteo Renzi. Tocca a Martina dire: «Il dossier Expo è fondamentale per Palazzo Chigi. Il premier sarà a Milano a breve». Giuseppe Sala sostiene di voler guardare «alla sostanza». Ma «forse sì», si sarebbe sentito più rassicurato se Renzi fosse stato presente. In ogni caso, aggiunge il commissario unico, «sarò felice quando potrò fargli vedere i cantieri». È soprattutto per sbloccare alcune opere che Maroni ha consegnato all'esecutivo una «lista della spesa» lunga quattro pagine che vale 2,2 miliardi. «Vista la generosità che il governo ha avuto con Roma ha polemizzato confido che avrà la stessa generosità con la Lombardia». È un elenco molto lungo che comprende 1 miliardo e 623 milioni per collegamenti come la Pedemontana o la ferrovia Rho-Gallarate che, ormai, non arriveranno più in orario. E altri 615 milioni di finanziamenti ritenuti indispensabili, come una deroga al patto di stabilità per i Comuni (500 milioni), soldi per il trasporto pubblico e 60 milioni (il governo ha confermato che ci saranno) per coprire le mancate quote della Provincia. Anche il sindaco ha fatto alcune richieste: dall'attenzione al turismo alla liberalizzazione dei voli su Malpensa, fino a provvedimenti per Scala e Piccolo Teatro. E ora, assicura Maroni con una stoccata, è meglio di un anno fa: «È finito il tempo dei tanti commissari, ora ce n'è uno solo che comanda e gli altri lavorano in squadra. Ogni tanto ci sono frizioni, ma si risolvono perché c'è la volontà di farlo». A Rho-Pero, ha assicurato Sala, si corre. E, facendo per i Paesi scavi e fondamenta dei padiglioni, si punta a recuperare ancora più tempo: «Per Expo hanno già lavorato 1.100 aziende e sono stati affidati lavori per 800 milioni. Spero anche di risparmiare 300 milioni». (alessia gallione oriana liso)