Non è decisamente un bel periodo per il povero Antonello da Messina. Dopo esser stato deportato a Rovereto per fornire una maxi-trasfusione di pubblico all'esangue Mart, nella mostra più pretestuosa dell'anno, ora qualcuno vuole addirittura le sue ossa. E chi altro potrebbe essere se non il solito Silvano Vinceti? Uno che sembra uscito da una pellicola di Totò: pubblicista sgrammaticato e fondatore degli Ambientalisti Liberali che fece poi finire in Forza Italia officiante Denis Verdini, chi mai potrebbe prenderlo sul serio? Invece in Italia succede. Vinceti costituisce il 'Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali': non, come il nome induce a credere , un organo istituzionale, ma un'associazione privata che definisce la propria azione in termini di "gratuito marketing del nostro patrimonio culturale". E in una specie di parodia trash di Foscolo, il sedicente 'professore' comincia a frugare nelle urne dei forti, per carpirne qualche osso da gettare nelle fauci dei media. Il colpo grosso lo fa a Porto Ercole, quando arriva dal mare sul brigantino di Cesare Previti portando in una teca di plexiglas quelle che spaccia come le ossa di Caravaggio. Nonostante che la ricerca storica fosse da sbellicarsi dalle risa e che la 'prova del dna' (condotta iddio sa come) parlava di una compatibilità dell'85 per cento (che vuol dire non escludere nemmeno che fossero di uno scimpanzé), la Provincia di Firenze ha poi supportato la 'ricerca' dei resti di Monna Lisa promossa dallo stesso Vinceti, il quale si è messo pure a raccogliere le firme in piazza per avere il prestito della Gioconda. Ora, il complesso religioso messinese in cui Vinceti annuncia di voler scavare ha una tale storia di distruzioni e ricostruzioni che nemmeno un ricercatore vero avrebbe qualche chance di trovare Antonello: ammesso che la cosa abbia un senso. Una preghiera per il sindaco Accorinti e per il presidente Crocetta: la Sicilia conosce già abbastanza tragedie, risparmiate ai vostri cittadini almeno questa farsa.