Comitati ambientalisti: sit-in contro i criteri della ricostruzione Via al bando per lo Science Center, preselezioni aperte a tutti NAPOLI È atteso per oggi alle 17 l'accordo di programma quadro per la ricostruzione del museo di Città della Scienza, l'approvazione definitiva alla presenza del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, è nel giorno in cui a Bagnoli si celebra l'anniversario del terribile incendio che distrusse i padiglioni fronte mare, il 4 marzo 2013. Non sarà una giornata serena. Contro l'accordo che impegna 65 milioni di euro per riproporre i padiglioni distrutti dalle fiamme in posizione leggermente arretrata rispetto al mare, lasciando un «corridoio» tra gli edifici per l'arenile (è quanto sembra pattuito sui progetti a venire) ritornano in piazza i comitati per la spiaggia pubblica con le Assise di Bagnoli, Italia Nostra e il Movimento Cinque Stelle. Nella stessa mattinata promuovono una manifestazione in piazza Bagnoli, «richiamando il sindaco de Magistris - è il manifesto dell'iniziativa - ad essere coerente con il programma elettorale» invitandolo a «confrontarsi democraticamente con i cittadini prima di firmare qualunque accordo». «Ci stanno giocando un brutto scherzo proprio il giorno di Carnevale» dicono i comitati con gli occupanti dell'ex istituto bancario dell'ex Italsider: «Il provvedimento stravolgendo le norme urbanistiche apre la strada agli speculatori, stracciando la delibera d'iniziativa popolare firmata da 13 mila napoletani ed approvata in Consiglio comunale (a settembre 2012) per restituire alla città la grande spiaggia pubblica di Bagnoli». La linea di costa del Prg. Ed anche secondo Luigi De Falco di Italia Nostra «avallare le pretese dell'Idis significherebbe violare le disposizioni urbanistiche e di tutela paesaggistica sabotando il fondamentale obiettivo di restituire una spiaggia pubblica balneabile degna di questo nome». Ancora, sono fuori dalle operazioni la Soprintendenza ai beni ambientali e soprattutto il consiglio comunale «che sarà ridotto a ratificare pedissequamente scelte già definite», lamenta Pino Cristoforoni del 5 Stelle. Mentre agli occhi delle Assise l'atteggiamento del sindaco, che il 3 dicembre scorso imponeva con delibera a Fondazione Idis, ma anche a Fintecna e Cementir, la bonifica dell'area o l'esibizione di certificati di avvenuta bonifica entro un mese, sarebbe radicalmente cambiato. Intanto oggi si annuncia anche il concorso internazionale di progettazione per lo Science Center, che solo alla Regione costerà, ad opera compiuta, oltre 29 milioni. La «Fondazione Inarcassa», ente previdenziale con 165 mila architetti e ingegneri iscritti presieduta da Andrea Tomasi, presenta sempre a Città della Scienza le linee guida del bando che mostra caratteristiche assolutamente inedite. «Abbiamo cercato di essere innovativi anche nella procedura di gara», commenta Tomasi, precisando che «alla prima fase, quella di preselezione, potranno concorrere praticamente tutti gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti senza limitazioni di requisiti, sarà insomma un'occasione anche per i più giovani». E per la prima volta a quanto pare, la vittoria del bando coinciderà con l'assegnazione immediata dell'incarico per la stesura delle successive fasi di progettazione: «C'è la garanzia che lo sforzo progettuale possa portare ad un'occasione professionale dice sempre Tomasi insomma ci sono due importanti elementi che lasciano sperare come, in questa occasione, da un evento cosi terribile, dall'incendio di Città della Scienza, possa nascere un'opera di qualità attraverso procedure diverse».
Napoli. Città della Scienza 12 mesi dopo. Oggi l'intesa ma con polemiche
I comitati ambientalisti hanno organizzato un sit-in contro i criteri della ricostruzione del Science Center a Napoli. L'accordo di programma quadro per la ricostruzione è previsto per oggi alle 17, ma i comitati ritornano in piazza per protestare contro la decisione del sindaco Luigi de Magistris. I comitati sostengono che la ricostruzione dei padiglioni distrutti dalle fiamme nel 2013 apre la strada agli speculatori e stracca la delibera d'iniziativa popolare per restituire la grande spiaggia pubblica di Bagnoli. La Soprintendenza ai beni ambientali e il consiglio comunale sono fuori dalle operazioni.
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