LISSONE Con i suoi 4.784 abitanti per chilometro quadrato è al 30esimo posto nella classifica dei Comuni italiani. Ma non ha rivali in Provincia di Monza e Brianza: è primo per densità di popolazione e ha addirittura scavalcato Seregno per numero complessivo di abitanti, diventando la seconda città dopo Monza. Un primato che lascia l'amaro in bocca perché negli ultimi anni Lissone ha visto sparire decine di aree verdi per lasciare spazio al cemento. Un po' dappertutto, centro e periferia. «Sì è vero conferma il sindaco Concetta Monguzzi, alla guida della città con una maggioranza di centrosinistra dal 2012 negli ultimi dieci anni c'è stato un incremento eccessivo della popolazione, con una crescita di 8.291 abitanti. Oggi Lissone è una città satura, con l'85 percento dei suoi 9 chilometri quadrati occupato da fabbriche e case». Per porre un freno al consumo di suolo la maggioranza di centrosinistra ha approvato una variante al piano generale del territorio che riduce da 370 mila metri cubi a 37 mila le nuove costruzioni. E in più sta pensando di ampliare il bosco urbano a nord della città per inserirlo nel Parco della Brianza centrale.
Brianza. Stop alle costruzioni per fare spazio al bosco
LISSONE Con i suoi 4.784 abitanti per chilometro quadrato è al 30esimo posto nella classifica dei Comuni italiani. Ma non ha rivali in Provincia di Monza e Brianza: è primo per densità di popolazione e ha addirittura scavalcato Seregno per numero complessivo di abitanti, diventando la seconda città dopo Monza. Un primato che lascia l'amaro in bocca perché negli ultimi anni Lissone ha visto sparire decine di aree verdi per lasciare spazio al cemento. Un po' dappertutto, centro e periferia. Sì è vero conferma il sindaco Concetta Monguzzi, alla guida della città con una maggioranza di centrosinistra dal 2012 negli ultimi dieci anni c'è stato un incremento eccessivo della popolazione, con una crescita di 8.291 abitanti. Oggi Lissone è una città satura, con l'85 percento dei suoi 9 chilometri quadrati occupato da fabbriche e case. Per porre un freno al consumo di suolo la maggioranza di centrosinistra ha approvato una variante al piano generale del territorio che riduce da 370 mila metri cubi a 37 mila le nuove costruzioni. E in più sta pensando di ampliare il bosco urbano a nord della città per inserirlo nel Parco della Brianza centrale.
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