Verdone: «Il paragone con la città di oggi è sconfortante». La gestione della Cultura e la crisi economica del Campidoglio E così Jep Gambardella porta l'Oscar a Roma. Lo regala alla Grande Bellezza descritta nel film: ai voli sul Colosseo dalle terrazze romane, ai gabbiani sul Tevere all'alba, al parco degli Aranci, alla Fontana dell'Acqua Paola. E siamo tutti contenti: per il cinema italiano, e per questo Paese e per Roma, va benone. L'assessore alla cultura, Flavia Barca, promette una gran festa in Campidoglio. Ancora una volta: fantastico, ottima idea. Ma questa Bellezza appartiene a una Roma da film, quello di Sorrentino. La realtà è spaventosamente diversa. Lo dice Le Monde: «Hollywood premia una Roma in fallimento». Così come lo dice Carlo Verdone: «Se facciamo il paragone con quello che è ora Roma, il risultato è sconfortante». Soprattutto per ciò che riguarda la gestione della cultura. Mai Roma era caduta così in basso, da decenni, in un settore-chiave. Al teatro dell'Opera, la sera della prima della Manon Lescaut , il 27 febbraio, si è sfiorato lo sciopero, la chiusura e l'addio del maestro Riccardo Muti. Cgil e Fials, sindacati minoritari, si oppongono all'applicazione della legge Bray sul risanamento degli enti lirici. Per fortuna il soprintendente Carlo Fuortes è riuscito a spaccare il fronte e a dare via libera a un progetto per il prestito trentennale. L'Opera incasserà l'iperbolica cifra di trenta milioni, il profondo rosso del teatro, pensionando però 65 dipendenti su 490. Nemmeno al Festival Internazionale del Film di Roma si sta tranquilli: gli ultimi due esercizi hanno chiuso col pareggio del bilancio ma in questo 2014 sia la Regione che il Comune (soci fondatori) sono in immense difficoltà economiche ed è in alto mare il coinvolgimento del ministero per i Beni e le attività culturali. Si partirà a ottobre? Chissà. Dopo quasi nove mesi dall'arrivo del sindaco Ignazio Marino manca il Sovrintendente comunale, responsabile della tutela della città (la nomina spetta al Campidoglio). Così come incredibilmente continua a mancare il responsabile del Macro, il Museo comunale di arte contemporanea firmato da Odile Decq e costato ben 40 milioni ai romani, ora privo di guida e di progetto. Ancora nessun insediamento al Palaexpo, Scuderie del Quirinale-Palazzo delle Esposizioni. Si aspetta che il presidente designato, Franco Bernabé, sciolga la riserva. Nel frattempo l'azienda va avanti grazie a dipendenti e dirigenti interni che non hanno mai avuto bisogno della politica per ottenere eccellenti risultati. L'unica riflessione venuta (più volte) da Ignazio Marino in nove mesi è stata, con strana insistenza, sulla chiusura estiva delle Scuderie: spazio per esposizioni temporanee, va ricordato, non un museo permanente. E come avrebbe potuto, l'azienda Palaexpo, programmare spese straordinarie estive se ha saputo solo alla fine del 2013 quanto il Comune, proprio per il 2013, avrebbe destinato al Palaexpò? Gli addetti ai lavori sono sospesi tra sorrisi ironici e autentica indignazione. Ma adesso c'è l'Oscar. C'è Sorrentino da festeggiare. C'è un cinema romano e italiano che può ritrovare col premio nuova vitalità e nuova attenzione dagli interlocutori internazionali. Succede spesso così, nel nostro Paese e soprattutto a Roma: la genialità ci salva in corner, l'intelligenza compensa l'ottusità della burocrazia e della politica, la fantasia solleva Roma dal caos. Chissà, insomma, che Jep Gambardella non convinca Ignazio Marino a rimettere la cultura al centro del progetto per Roma. Finalmente decidendo, nominando. Non ci vuole molto. Anzi, pochissimo.
Roma. Se la riscossa di Roma è Jep Gambardella
Il sottosegretario alla cultura Carlo Verdone ha espresso la sua delusione per la gestione della cultura a Roma, affermando che il paragone con la città di oggi è sconfortante. Ha anche criticato la gestione del Campidoglio e la crisi economica del Comune. Verdone ha anche parlato della mancanza di un sovrintendente comunale e del responsabile del Macro, il Museo comunale di arte contemporanea. Ha anche menzionato la chiusura estiva delle Scuderie del Quirinale-Palazzo delle Esposizioni e la mancanza di un progetto per il Palaexpo. Tuttavia, Verdone ha anche espresso la sua soddisfazione per il successo del film "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino, che ha vinto l'Oscar.
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