«Se nasce un'iniziativa per la Casa del Manzoni, il Touring Club è pronto a dare un contributo con i suoi volontari». Franco Iseppi, presidente della storica associazione turistica, raccoglie l'appello lanciato da Giovanni Bazoli sulle pagine del Corriere della Sera per un recupero di via Morone. Ne ha parlato con i «volontari per il patrimonio culturale», cioè una forza che sfiora il migliaio di persone, e ha trovato una risposta immediata, quasi istintiva: «Noi ci stiamo». Il 27 febbraio, il presidente del consiglio di sorveglianza di IntesaSanpaolo, Giovanni Bazoli, lancia un appello sul Corriere della Sera : la banca è disposta a partecipare a «un progetto collettivo di restauro di Casa Manzoni» «Se nasce un'iniziativa per la Casa del Manzoni, il Touring Club è pronto a dare un contributo con i sui volontari». Franco Iseppi, presidente della storica associazione turistica, raccoglie l'appello lanciato da Giovanni Bazoli sulle pagine del Corriere della Sera per un recupero-rilancio di piazza Belgioioso. Ne ha parlato con i «volontari per il patrimonio culturale», cioè una forza che in vista della straordinaria stagione di Expo sfiora il migliaio di persone, e ha trovato una risposta immediata, quasi istintiva: «Noi ci stiamo». E poiché, come spiega lo stesso Iseppi, «il volontariato culturale che fa riferimento al Touring Club può fare la sua parte e può farla bene», il primo passo è farlo sapere alla città e alle istituzioni. «Dopodiché, naturalmente, noi non possiamo che essere una tessera che si incastra in un puzzle più complesso di impegni, competenze, risorse e ruoli. È sempre sbagliato e riduttivo pensare che il volontariato risolva problemi legati al patrimonio culturale». Però, sottolinea Franco Iseppi, è una formula che può funzionare, anzi ha già funzionato, anche a Milano: «La chiave è il senso di appartenenza. Ci sono alcuni beni del nostro patrimonio artistico-culturale che hanno la capacità di evocarlo in modo molto forte. Noi del Touring lo abbiamo già sperimentato quando si è trattato di metterci in gioco per offrire accoglienza ai turisti al Museo del Duomo e di collaborare all'apertura dell'Archivio della Veneranda fabbrica: in quindici giorni si sono presentate almeno 300 persone. Sintomo che quei luoghi e quei sono percepiti come propri. risvegliano il senso di appartenenza». E la Casa del Manzoni, secondo il presidente del Touring Club, è uno di quei luoghi. Ma quale potrebbe essere il ruolo dei volontari del touring nella (auspicata) nuova vita della bella palazzina di piazza Belgioioso? Iseppi fa capire che lui e la sua task force di volontari hanno già qualche idea da mettere in campo: «Per esempio, si potrebbe costruire un percorso culturale legato al tema dell'Unità d'Italia. Perché Alessandro Manzoni non è semplicemente quel signore che ha scritto I promessi sposi , ma una figura importante nella storia di questo Paese. Ecco, il Touring potrebbe organizzare itinerari culturali di questo tipo in città e fuori, in bicicletta o con altri mezzi». Si tratterebbe, spiega ancora Iseppi, di organizzare la risposta a una delle «domande del viaggiatore». A prescindere dall'Expo, che comunque sarà un acceleratore del flusso turistico a Milano. «Ma poiché «chi viaggia, ormai, non lo fa quasi mai per un solo motivo, ma cerca, magari l'arte e il cibo, lo sport e lo shopping, il business e la cultura, è bene creare una cultura dell'accoglienza in grado di soddisfare queste aspettative. Noi del Touring abbiamo una maggiore attenzione per quei viaggiatori che si prendono cura del mondo, quindi potremmo dare un contributo in quella direzione e ci dichiariamo disponibili a farlo».