Domani vertice urgente con il ministro ROMA Lentamente muore, Pompei. Sabato sera sono cadute pietre da una spalletta del Tempio di Venere, nell'ottava regione, ai confini della città antica. E ieri mattina si è sbriciolato un muro di quasi due metri della necropoli di Porta Nocera, il monumento funerario più importante degli scavi. Colpa della pioggia battente di questi giorni, sembra. Domani mattina il neoministro Dario Franceschini ci saprà dire qualcosa di più preciso, forse. Appena saputo dei crolli negli scavi (sono stati segnalati dalla soprintendenza) il titolare dei Beni culturali ha convocato una riunione urgente con il soprintendente incaricato Massimo Osanna, il direttore generale delle antichità Luigi Malnati, il direttore generale del Grande progetto Pompei, il generale Giovanni Nistri, tutti nominati dal precedente ministro Massimo Bray. Tutti ancora in attesa di diventare pienamente operativi. Lentamente muore, Pompei. Non si era finito di festeggiare la fine dei restauri della domus del Criptoportico che sono arrivati questi due nuovi crolli. Meglio: si stava festeggiando la fine della prima parte dei restauri, visto che i 370 giorni di lavori sono serviti soltanto per il consolidamento e per il restauro strutturale, mentre la seconda parte degli interventi di restauro degli apparati decorativi (stucchi, pitture parietali, pavimenti a mosaico) non solo deve ancora partire, ma deve proprio ancora essere fatto il bando di gara. La domus del Criptoportico è il primo dei cinque lotti di lavori previsti dal progetto Grande Pompei, quello finanziato dal commissario europeo Hahn, 105 milioni che sono stati sbloccati già nel novembre del 2011, ma che stiamo faticando a spendere. Per capire: per la prima fase dei lavori della domus del Criptoportico sono stati spesi 340 mila euro. «Manca un vero piano generale per gli scavi, ma soprattutto in questa fase mancano anche i gestori», sostiene Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio del patrimonio culturale regionale. E spiega: «La nomina del soprintendente Osanna non è stata ancora perfezionata dalla Corte dei conti, mentre lo staff del Grande progetto Pompei non è stato ancora insediato, stiamo parlando di 25 persone che dovrebbero essere guidate dal generale Nistri». Per vedere lo stato di conservazione generale degli scavi che tutto il mondo ci invidia è sufficiente fare un giro. Semplicemente una passeggiata. «Perché la verità è che per ogni crollo reso noto ce ne sono nove di cui non viene data notizia», garantisce Irlando, mentre alla notizia dei crolli si sono scatenate, immediatamente, le polemiche politiche, la più forte delle quali è quella di Elvira Savino, deputata di Forza Italia: «Il 10 novembre del 2010, l'allora capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, intervenne in Aula per chiedere le dimissioni dell'allora ministro della Cultura Sandro Bondi. Oggi, per onestà intellettuale e coerenza, il ministro Franceschini si dovrebbe dimettere immediatamente». Il 6 novembre 2010 si sbriciolò a Pompei la domus dei Gladiatori.