Immaginatevi su una strada polverosa, in piena estate, nel profondo sud dell'Europa. Le tre del pomeriggio, un sole calcinante, senz'acqua. Immaginate il sudore, la sete, la stanchezza. E poi immaginate di vedere all'improvviso in fondo alla strada, quasi un miraggio un venditore d'acqua, di freschezza, ristoro, benessere. Una scena qualunque, certo. Ma anche una scena sacra, perché racchiude il principio stesso della vita. Ecco perché Diego Velázquez la ferma per sempre in questo quadro, in cui le povere figure umane hanno una monumentalità che ben si adatterebbe ai santi di un quadro da chiesa, di quelli che si mettono sugli altari, esposti alle preghiere e al fumo delle candele e dell'incenso. E infatti il venditore d'acqua porge il bicchiere con la gravità di un sacerdote che alzi il calice della messa. E il ragazzo lo accetta con reverenza, con gli occhi bassi: come si fa con una cosa sacra. È la luce, quella violenta che Velázquez aveva imparato da Caravaggio, che tira fuori i corpi dall'oscurità e li plasma, anzi li intaglia, come sculture: tutti i corpi solidi, intendo. Non solo quelli dei viventi, ma anche i corpi delle cose: perché una delle caratteristiche più affascinanti di questo quadro è l'uguaglianza tra gli uomini e gli oggetti, tutti egualmente sottoposti alla luce, tutti egualmente protagonisti del dipinto. Come dimenticare le goccioline di condensa formate sull'otre di coccio a causa della freschezza dell'acqua, e del clima torrido? Non vi viene voglia di berla, di tracannarla tutta? E il bicchiere, trasparentissimo e colmo fino all'orlo, che probabilmente contiene un fico nero, a insaporire l'acqua fresca? E come dimenticare lui: questo mercante d'acqua, originario della Corsica, che batteva le strade di Siviglia, per far due soldi e offrire sollievo? Ha una faccia da attore, anzi è uguale a un attore che i vostri genitori conoscono: è un incredibile Sean Connery del Seicento spagnolo! Non c'è bisogno di raccontare storie straordinarie per costruire un quadro straordinario. È lo sguardo dell'artista, il punto. La sua fantasia e la sua mano. Il suo modo di guardare ciò che tutti abbiamo sotto il naso, ma che non riusciamo a vedere. Quel sorriso, quella schiettezza, quell'acqua fresca e pulita. È ciò che vorremmo, e non vediamo, oggi in Italia: assediati da spacciatori di acque avvelenate trincerati dietro sorrisi ebeti.