Alle 17,30 nella pinacoteca provinciale di Bari la presentazione del restauro e del libro di Clara Gelao sul dipinto VIENE presentata oggi alle 17,30 nella Pinacoteca Provinciale di Bari, l'operazione di restauro che ha restituito all'antico splendore il capolavoro di un maestro del Quattrocento veneziano, Antonio Vivarini: le cinque tavole con una "Imago Pietatis" e figure intere di Santi che facevano parte di un grande Polittico del 1467 circa, la cui ricostruzione è esposta nel salone centrale del museo (info 080.541.24.21). L'impresa è stata finanziata da Prada per rendere omaggio alla città dopo l'apertura del suo negozio in via Sparano. Ha fatto da tramite con la Casa milanese la delegazione Fai di Bari, che ha segnalato l'opera e istruito le pratiche con la Pinacoteca. La sua direttrice, Clara Gelao, stasera mostrerà il Polittico e illustrerà fasi e risultati del restauro eseguito da Giovanni Borraccesi sotto la sorveglianza della Soprintendenza Bsae. Il nuovo allestimento consentirà anche la visione di disegni al carboncino originari sul retro delle tavole. L'esame delle vicende del dipinto (che in origine era composto da almeno dieci scomparti) è stato ricostruito da Clara Gelao in un libro edito da Marsilio e presentato anch'esso in quest'occasione. Oltre alla Gelao e Borraccesi, parleranno due ricercatori dell'Università di Bari, Alessandro Monno e Inez D. van der Werf. Interverranno il presidente regionale del Fai, Dino Borri, e Rossella Ressa, capo-delegazione del Fai di Bari.
La nuova vita del Polittico di Vivarini
Oggi alle 17,30 nella Pinacoteca Provinciale di Bari, la presentazione del restauro e del libro di Clara Gelao sul dipinto "Imago Pietatis" di Antonio Vivarini. Il Polittico, composto da cinque tavole, è stato restaurato grazie a una finanziaria di Prada e ha fatto da tramite la delegazione Fai di Bari. La direttrice della Pinacoteca, Clara Gelao, presenterà il Polittico e illustrerà le fasi del restauro. Il libro di Gelao esplora le vicende del dipinto e sarà presentato inoltre. Saranno presenti anche due ricercatori dell'Università di Bari e due rappresentanti del Fai.
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