Tremano associazioni, biblioteche e istituti storici Per dirla con le parole di un addetto ai lavori, «questa rischia di essere una spending review orizzontale che non farà distinguo». Tradotto: i soldi erogati dalla Provincia subiranno un taglio netto e non ci saranno passaggi di funzione o compensi da parte di altri enti, per cui è messa in discussione l'esistenza di tutto il sistema culturale, dello spettacolo e dell'intrattenimento di Bologna e hinterland. Dalle piccole associazioni, alle biblioteche di montagna, da istituti storici come il Gramsci in città, ai musei. E questa è solo una parte, perché Bologna deve fare i conti non solo con la sua provincia, ma anche con chi abita, «culturalmente», il suo centro storico. Vale a dire l'Orchestra Mozart, l'Arena del Sole (ora in Ert), il Teatro Comunale, la Pinacoteca, tutte pratiche che aspettano molte conferme dal nuovo ministro dei Beni Culturali sul tavolo di via del Collegio Romano. Dopo il salvataggio al cardiopalma dell'Arena del Sole, confluita nel Teatro Stabile dell'Emilia-Romagna, non si sa ancora nulla della trattativa con il Mibac che doveva essere intavolata per mantenere il finanziamento di 850 mila euro del Fondo Unico per lo Spettacolo destinato al palcoscenico di via Indipendenza. Men che meno della grande manovra teorizzata dall'ex ministro Bray sull'inquadramento di 5 maxi teatri nazionali di prosa. Restando nell'ambito della ribalta, è ancora in alto mare la manovra di risanamento di Largo Respighi, per quanto sia una delle fondazioni lirico-sinfoniche più virtuose d'Italia. I vertici del teatro hanno approvato un documento che impone 7 milioni di risparmio tra pensionamenti e accorgimenti come il riutilizzo delle scenografie. Il documento è stato inviato al commissario Pier Francesco Pinelli (di epoca Bray) ed era suscettibile di modifiche. In ballo l'accesso ai 100 milioni del Fus messi a disposizione per le 14 fondazioni, ma il percorso è lungo e vedrà compimento solo nel 2016, dopo tra l'altro alcune sensibili modifiche nella composizione dei cda e nella nomina dei sovrintendenti, che saranno indicati proprio da Roma. Ancora nebbia fitta sul destino dell'Orchestra Mozart, dopo la morte del suo direttore, il maestro Abbado. Proclami a non abbandonarla se ne son fatti tanti, lo stesso ex ministro Saviano, solo per citarne alcuni, ma per ora non si è fatto avanti nessuno a portare in dote dei finanziamenti. Dalla musica all'arte, naviga sempre a vista la Pinacoteca di Bologna, alternando le aperture delle sue due sedi, Sant'Ignazio e Palazzo Pepoli Campogrande, lottando contro le carenze di personale e senza i fondi per personale aggiuntivo volontario. Tornando alla provincia, mentre l'assessore Mezzetti lancia l'allarme sulle province, Palazzo Malvezzi ha già tolto dal bilancio per quest'anno i fondi del cofinanziamento della legge regionale 13 per lo spettacolo dal vivo: una trentina di realtà tra cui Laminarie, Teatro dell'Argine, Gender Bender non riceveranno nulla. E che dire di quelle manifestazioni che potevano contare sulle sponsorizzazioni dell'ente presieduto da Beatrice Draghetti, come Bologna Jazz Festival e Future Film Festival? Si presentano tempi duri.
Bologna. Dalla Mozart alla Pinacoteca. Chi aspetta l'aiuto da Roma
La Provincia di Bologna sta per subire un taglio significativo dei fondi per il sistema culturale, dello spettacolo e dell'intrattenimento. Le associazioni, le biblioteche e gli istituti storici potrebbero essere colpiti, mentre le fondazioni lirico-sinfoniche come Largo Respighi e l'Orchestra Mozart rischiano di perdere finanziamenti. La Pinacoteca di Bologna lotta con le carenze di personale e mancanza di fondi. La provincia sta anche per perdere il cofinanziamento per lo spettacolo dal vivo, mentre le manifestazioni come il Bologna Jazz Festival e il Future Film Festival potrebbero essere colpite dalle sponsorizzazioni. Il destino dei fondi per il teatro e la musica è ancora incerto.
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