La Regione Emilia-Romagna suona la sveglia al governo Renzi sul destino dei fondi per la Cultura delle Province: 4,5 milioni di euro nel 2012, scesi a 2,8 nel 2013, che con il disegno di legge Delrio rischiano di scomparire del tutto. «Sono a rischio centinaia di posti di lavoro», lancia l'allarme l'assessore Massimo Mezzetti, che ha inviato una lettera al ministro Dario Franceschini e al sottosegretario Graziano Delrio. «Si scrive riduzione dei costi della politica accusa l'assessore della giunta Errani ma si legge taglia alla cultura». Timide rassicurazioni dal ministero dei Beni e delle attività culturali: «Il tema sarà oggetto di riflessione». Ad appena una settimana dal suo insediamento, la Regione Emilia-Romagna suona già la sveglia al governo. E lo fa chiamando in causa due «conterranei»: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il reggiano Graziano Delrio, e il ministro della Cultura, il ferrarese Dario Franceschini. È indirizzata a loro, infatti, la lettera inviata dall'assessore regionale Massimo Mezzetti per metterli in guardia dagli effetti (perversi) che il disegno di legge Delrio sulla trasformazione delle Province potrebbe avere per la cultura in Regione. «Si rischia l'azzeramento delle risorse provinciali dedicate alla cultura, già pesantemente dimezzate, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro», attacca l'assessore Massimo Mezzetti. Un allarme su cui dal ministero dei Beni e delle attività culturali si limitano per il momento ad assicurare che «il tema sarà oggetto di riflessione da parte del ministro e degli uffici che si occupano di fondi e finanziamenti». Il grido di allarme lanciato da viale Aldo Moro, sottoscritto dagli assessore provinciali alla Cultura di tutta l'Emilia-Romagna, arriva a qualche settimana dall'offensiva lanciata dal Coordinamento Gruppi Legge 13 Bologna, la sigla che raccoglie una quarantina di realtà culturali del territorio che stanno in piedi grazie ai contributi degli enti locali garantiti dalla legge regionale 1399. «La trasformazione delle Province in organi di secondo livello è una spedita marcia verso l'azzeramento degli investimenti in diversi settori, in primis nella cultura», accusa l'assessore della giunta Errani, che non teme di passare per conservatore in un periodo di tagli (annunciati) alla politica. «Si scrive riduzione dei costi della politica ma si legge tagli alla cultura attacca Mezzetti nella sola Emilia-Romagna sono pari a oltre 4,5 milioni di euro, il 30 dell'intero budget dedicato alla cultura in regione». La speranza è che l'esecutivo Renzi tiri il freno a mano e si fermi a riflettere, anche per salvaguardare il destino di migliaia di operatori del settore in regione. Che già l'anno scorso si sono già dovute accontentare di un bicchiere dimezzato, visto che gli investimenti in cultura della Province emiliano-romagnole sono scesi dai 4,5 milioni di euro del 2012 a poco più di 2,8 milioni di euro nel 2013. Che quest'anno rischiano di sparire del tutto, trasformando un bicchiere mezzo pieno in uno tutto vuoto. «Il disegno di legge non prevede la cultura tra le funzioni fondamentali che resteranno alle Province, né stabilisce di trasferire ai Comuni o alle Regioni le risorse fino ad oggi investite in questo settore sottolinea l'assessore regionale se sarà approvato il disegno di legge Delrio, gli investimenti saranno praticamente azzerati. La soglia di sopravvivenza del settore si sta pericolosamente abbassando, mettendo a rischio il futuro di centinaia di posti di lavoro». Nella sola provincia di Bologna, dove gli investimenti per la cultura di Palazzo Malvezzi nel 2012 erano 335 mila euro, significherebbe rinunciare anche ai 196 mila euro che l'anno scorso hanno tenuto in piedi biblioteche, musei, attività culturali e realtà che contano sulla legge regionale 132000. «Si tratta di un taglio netto alla Cultura, perché finora quei fondi non sono stati compensati o sostituiti in nessun modo», lamenta l'assessore provinciale Giuseppe De Biasi, ricordando che da quelle risorse «garantiscono la sussistenza finanziaria a un'ampia compagine di associazioni che fanno cultura e rendono vivo il nostro territorio». Adesso la speranza degli enti locali dell'Emilia-Romagna è che la lettera inviata a Roma non finisca nel cestino, cancellando d'un colpo i 2,8 milioni di euro alla cultura garantiti nel 2013 dalla Province. E la risposta che arriva da Roma, per quanto prudente, non è comunque una porta in faccia: «Il tema sarà all'attezione del ministero».