Pubblicità sui giornali: perché salvate Electrolux e non noi? Casson: resta l'indirizzo del Senato. Venturini: inviterò Galletti a Venezia VENEZIA Cinque giornali: Corriere della Sera, Repubblica, Gazzettino, Nuova Venezia e Sole 24 Ore. Un unico messaggio: il governo ci salvi e in tempi brevissimi. Ieri centinaia di migliaia di lettori si sono imbattuti in un «avviso a pagamento», in cui Venezia terminal passeggeri ha spiegato con una densa paginata tutte le sue ragioni contro le decisioni del governo Letta dello scorso 5 novembre. «A mali estremi, estremi rimedi - dice il presidente di Vtp Sandro Trevisanato - ne va della vita della società, è stata un'iniziativa votata dal cda». Nel testo c'è quel cahiers de doléance che da mesi Vtp sottopone a tutti i livelli: il rischio che nel 2015, con lo stop alle navi sopra le 96 mila tonnellate, si perdano fino al 60 per cento del traffico e fino a 2500 occupati a Venezia (4500 a livello nazionale). Con però un paio di novità. «Il nostro fiscalista ha calcolato che ogni anno, tra canoni concessori all'Autorità portuale, tasse e contributi per i dipendenti, il settore crocieristico a Venezia versa circa 161 milioni di euro allo Stato - continua Trevisanato - ovvio che con un dimezzamento del traffico, si dimezzerebbero anche quelli». L'altro è il paragone con un caso che ha tenuto banco per settimane, ovvero quello della Electrolux. «Il governo vuole dare soldi a un'azienda privata per difendere i suoi 2 mila occupati a Porcia, ma poi con un tratto di penna ne cancella altrettanti», attacca. Insomma, il livello dello scontro si alza, e non poco. Anche perché tra una settimana, il 10 marzo, si apre il Seatrade di Miami, la principale fiera di settore. «Se vogliamo convincere chi non ha ancora delocalizzato a restare a Venezia, servono provvedimenti urgenti», continua il presidente. E soprattutto perché ora gli interlocutori sono cambiati, tranne il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Matteo Renzi ha sostituito Enrico Letta, che nella riunione del 5 novembre si era impuntato sul limite «fino al 20 per cento» per il 2014 (poi in realtà limitato al 12,5 dall'ordinanza della Capitaneria di Porto, per questo impugnata dal Comune di Venezia); al posto di Massimo Bray (Cultura) e Andrea Orlando (Ambiente), ritenuti ostili alle grandi navi, sono arrivati Dario Franceschini e Gian Luca Galletti. «Mutamenti che però non modificano l'indirizzo dato dal Senato al governo sullo studio delle alternative», dice Felice Casson (Pd), ricordando l'ordine del giorno votato a Palazzo Madama lo scorso 6 febbraio. «Peraltro non capisco l'ottusità di chi non vuole un confronto - continua l'ex pm - Vtp continua a fare terrorismo psicologico: il suo punto di vista, legittimo, è quello del profitto, ma c'è chi deve pensare all'interesse collettivo». Soprattutto all'Ambiente il cambio potrebbe essere decisivo. Galletti è infatti dell'Udc, partito che a Venezia ha sempre difeso le crociere, tanto che l'assessore Ugo Bergamo cercò di opporsi in giunta ai ricorsi voluti da Giorgio Orsoni. «Da ministri si dev'essere super partes, ma lo inviteremo a Venezia - dice il capogruppo udc Simone Venturini - però di certo noi continueremo a far arrivare al governo la nostra voce come in passato: comunque sia Lupi che Galletti sono interessati a non "ammazzare" un settore come questo in un momento di crisi». «Il primo posto come homeport del Mediterraneo lo perderemo già quest'anno, ma con i nuovi limiti rischiamo di diventare un porto di serie C - conclude Trevisanato - Noi contiamo che Renzi e i due nuovi ministri siano più sensibili alla verità: se l'obiettivo del governo è puntare su sviluppo e occupazione, va subito cancellata questo provvedimento che crea disoccupazione e distrugge lo sviluppo».