La chiesa dei Greci coperta di scritte e disegni BARLETTA Salvare la Chiesa dei Greci dalle scritte e dal degrado. Dopo l'exploit di visite, registrate durante le rievocazioni della Disfida, a Barletta parte l'appello per la Chiesa della Madonna degli Angeli, uno dei rari esempi di chiese fondate dai greci di rito latino, al cui interno si trova anche una delle più belle iconostasi (le pareti divisorie in legno decorate con icone) esistenti in Italia. Dopo il restauro degli interni, la chiesa è stata inserita a diritto nel polo museale di Barletta insieme a pinacoteca De Nittis, museo civico del Castello e cantina della Disfida. Ma a giudicarla dall'esterno la Chiesa dei Greci, sembrerebbe un monumento all'abbandono: è un tappeto di scritte, «ti amo» e cuoricini, quando non si tratta di parole volgari e offensive lasciate con il pennarello indelebile su pietre e portale. Per non parlare poi di carte e fazzoletti lasciati sugli scalini di ingresso e dal cattivo odore di tanti bisogni fatti all'aperto nel corso degli anni. Sembra che a Barletta non esistano deterrenti e così, anche dopo averle cancellate, ci vuole poco perché le scritte ritornino. Parete esterna e porta di ingresso in legno sembrano un tappeto, ma di ornamentale hanno poco. Ora qualcuno chiede, formalmente, al Comune (che ne è il proprietario), di salvarla dal degrado. E' un consigliere comunale, Gennaro Calabrese, eletto nella stessa lista civica che ha portato all'elezione del sindaco Pasquale Cascella. «Purtroppo - spiega Calabrese - l'operazione di ripulitura dalle scritte e dai disegni vandalici serve a poco, giacché poi ritornano sempre. L'unico sistema, a mio avviso, sarebbe quello di sistemare dei cancelli sulle scalinate di ingresso. In questo modo i ragazzi non potrebbero più fare assembramenti e lasciarci scritte». Il problema, infatti, sono proprio le gradinate di accesso alla chiesa dei Greci, che la rendono un caso quasi unico nel suo genere, dal momento che l'ingresso si trova ad oltre due metri di altezza rispetto alla strada. Quelle stesse gradinate, però, sono anche la causa degli atti vandalici: sulle scale i ragazzi passano spesso le serate a chiacchierare, ma anche - evidentemente - a imbrattare, lontano da occhi indiscreti. E sì perché via Madonna degli Angeli non è una strada di grande passaggio, stretta e buia com'è. E comunque, è difficile, per chi passa per la strada, vede cosa succede due metri più in alto. Dopo l'interrogazione di Calabrese anche altri hanno cominciato a lanciare idee. In particolare, il capogruppo di Forza Italia, Dario Damiani. «Credo che il vero deterrente potrebbero essere un buon sistema di illuminazione e le telecamere», dice. «In questo senso vale l'esperienza del liceo classico Casardi, per anni tappezzato di scritte all'esterno. Quando durante i lavori di ristrutturazione, che ho seguito come assessore provinciale, ci siamo accorti che i ragazzi stavano tornando a imbrattare, abbiamo deciso di illuminare bene la zona e puntarci le telecamere: da allora - conclude - non c'è più una scritta». Per il sindaco Cascella le soluzioni non sarebbero così semplici, ma non sono impossibili. «Per la cancellata - afferma - non possiamo certo decidere autonomamente, perché si tratta di un bene tutelato e quindi bisogna richiedere l'autorizzazione alla Soprintendenza. Non disperiamo di riuscirci. Per le telecamere si può vedere, esiste un piano per le città che prevede l'installazione delle telecamere a tutela dei monumenti». Nel frattempo, però, la chiesa che durante le rievocazioni della Disfida è stata visitata da migliaia di persone, sarà tra le tappe previste per le giornate di primavera del Fai, il 22 e 23 marzo. «Stiamo anche discutendo con la diocesi - anticipa Cascella - perché la chiesa possa ritornare anche alle celebrazioni secondo particolari forme di culto».