La rinascita di un castello longobardo sulla Francigena Grazie a mostre, laboratori per bambini e spettacoli La Rocca dei destini incrociati è appoggiata sulla via Francigena a metà strada tra Firenze e Siena, a due passi da Monteriggioni e San Gimignano. Costruita dai longobardi, ingentilita nel Trecento dalla famiglia Franzesi, nobilitata da Brunelleschi con una mirabile rondella, la rocca di Staggia Senese, insieme alle sue tre torri, continua a far comunicare terra e cielo di Toscana, forme artistiche del passato, del presente e del futuro, come quando da qui transitavano i pellegrini diretti a Roma. Dopo anni di abbandono, infatti, quello che fu un avamposto fiorentino nei territori senesi è diventato un originale spazio espositivo che stimola e valorizza artisti toscani e non. Ispirata alla leggerezza delle pagine di Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati è un'esposizione itinerante che fino a primavera conterrà le opere, work in progress, di Donatella Bagnoli, Francesco Bruni, Gianni Gronchi, Duccio Nacci e Cecco Ragni. Ogni stanza, ogni spazio, ogni pietra, illuminati dalla lezione calviniana, a cominciare dalle Città invisibili, il memorabile libro in cui Marco Polo racconta al Gran Khan la storia di luoghi lontani e sconosciuti in bilico tra realtà e fantasia, da Ersilia, la città ragnatela, a Zobeide, la città del desiderio, esposta alla luna. Ma spunti narrativi arrivano anche da altri passi della bibliografia dello scrittore ligure: Collezioni di sabbia, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, Il Castello dei destini incrociati. Così tra opere permanenti di illuminazione e design e istallazioni in continuo aggiornamento, tra laboratori per bambini e spettacoli dal vivo, la rocca riprova e rilegge le sue funzioni storiche. Dal nido a misura umana in cima alla torre in cui il visitatore può adagiarsi fino ai lavori sulla filotessitura che reinterpretano il castello come un vestito. Il visitatore si ritrova così al centro dello spazio, non solo come osservatore ma come parte dell'operazione artistica, con la possibilità di imprimere le proprie impronte digitali o lanciando dagli spalti del castello dei lunghi fili a formare un'enorme ragnatela. «Non siamo una galleria d'arte spiega Donatella Bagnoli, direttore artistico della Fondazione che gestisce la Rocca Questo castello è un luogo magico. Un vero incrocio tra Oriente e Occidente, su uno snodo viario fondamentale, con una meravigliosa cupola a spirale e sul percorso di quelle strade bianche, così costruite perché potessero riflettere la luce lunare e guidare il viandante anche di notte. Noi diamo la possibilità all'artista di fare quello che non può fare altrove, dialogando con la storia del castello. La Rocca era all'avanguardia nel medioevo e adesso ci piace che possa permettere di viaggiare sui percorsi della memoria». La rocca non è spazio a se stante, ma è al centro di una ragnatela di riferimenti e spazi, tra i percorsi della via Francigena e delle altre vie romee, tra castelli, pievi, canoniche tra Poggibonsi, Castellina in Chianti, Abbadia Isola e Monteriggioni: «Tra colossi turistici non è facile sopravvivere spiega ancora Bagnoli Dobbiamo inventarci nuove idee, come in primavera, quando realizziamo itinerari naturalistici lungo la Francigena».Info: www.laroccadistaggia.it