Cosa si aspetta la città dal nuovo esecutivo. E una priorità, sbloccare il patto di stabilità Ci sono le linee della tramvia da completare (anche passando sotto al centro di Firenze), i Grandi Uffizi ancora non finiti dopo quasi vent'anni di cantieri, il Teatro dell'Opera in cerca di fondi a un passo dal traguardo, la stazione agli ex Macelli da far ripartire assiema al sottoattraversamento dell'Alta velocità. Ma anche il patto di stabilità da sbloccare per riammodernare le scuole ed i fondi per migliorare la sicurezza sulle strade. Sull'asse Firenze-Roma, a meno di tre mesi dalle amministrative post Renzi, si sta giocando una partita da un miliardo di euro. Tanti sono i fondi necessari per completare le grandi e le piccole opere in città. Nel frattempo il sindaco uscente è diventato presidente del Consiglio, una figura chiave che potrebbe dare una spinta sostanziale al completamento delle infrastrutture in città. I fondi di Palazzo Vecchio sono al lumicino e lo strumento del project financing non è certo sufficiente per sostenere un tale sforzo finanziario. Servono fondi dal governo, tanti ed il prima possibile. Un aiuto su cui Dario Nardella, sindaco in pectore, conta non poco per costruire la Firenze del futuro. Tramvia. È la partita principale. Le linee 2 e 3 (Peretola-Piazza dell'Unità e Careggi-Stazione), almeno con i percorsi disegnati inizialmente, sono già finanziate (circa 450 milioni in tutto, compreso il 35 pagato dai privati che partecipano al project), anche se i cantieri non sono ancora partiti dopo quattro anni di attesa. Servono però circa 400 milioni per estendere le linee verso Coverciano e Bagno a Ripoli (scuola superiore Volta-Gobetti); fondi che solo il governo potrebbe erogare. Sempre nell'ambito della «cura del ferro», a Firenze servono altri 200 milioni per consentire ai mini tram su rotaia di attraversare il centro di Firenze in sotterranea. Si tratta di cantieri complessi, per bypassare il cuore della città grazie ad un tunnel di circa 4 chilometri (partendo dalla stazione Tav di via Circondaria, per poi rispuntare in superficie al lungarno della Zecca). Nuovo auditorium. Per riuscire finalmente a completare il Teatro dell'Opera il governo dovrà finanziare almeno altri 55 milioni di euro, necessari a completare l'avveniristica macchina scenica, cuore e motore della produzione lirico-musicale. Tutto mentre, tra marzo e aprile, il vicesindaco Nardella inaugurerà la piazza antistante il teatro, la più grande di Firenze. Grandi Uffizi. Sempre sul fronte cultura mancano circa 50 milioni per finire i Nuovi Uffizi, che dopo venti anni di cantieri sono lontani dal completamento. Un cifra che, inoltre, non comprenderebbe la costruzione della Loggia Isozaki. Caserme e Fortezza. Altra partita chiave (ma già avviata) è quella delle caserme. Il Comune ha chiesto da mesi allo Stato che il Demanio trasferisca a Palazzo Vecchio la proprietà di 18 strutture. Si tratta di immobili dalle grandi potenzialità, che nei piani dell'amministrazione dovrebbero servire anche per governare l'emergenza casa. In due casi, per l'ex caserma dei Lupi di Toscana e per l'ex Perotti di Coverciano, due investitori privati hanno già presentato offerte concrete in attesa che le strutture passino dal Demanio al Comune. Servono infine altri 100 milioni per rivoluzionare il polo fieristico della Fortezza. Scuole. Ma, soprattutto, Renzi dovrà sbloccare quel patto di stabilità che tanto ha contestato da sindaco. Sarebbe un passaggio chiave, che ad esempio consentirebbe a Palazzo Vecchio di spendere diversi milioni congelati per demolire e ricostruire ex novo scuole come la Dino Compagni e la Don Milani.