«L'amico Renzo Piano stavolta ha scoperto l'acqua calda perché gli urbanisti parlano di rivitalizzare la periferia da decenni e io da almeno 40 anni». L'urbanista Giuseppe Campos Venuti, dalla cui matita è uscito un bel pezzo della Bologna del dopoguerra, racconta che il percorso che oggi suggerisce Piano qui sotto le Due Torri fu avviato molto bene, ma poi s'interruppe. «La Borsa, il Palazzo dei Congressi, la Gam li mettemmo in periferia. Poi però smettemmo di crescere e il processo si è addirittura invertito. Così abbiamo riportato tutto in centro, come il Mambo. E invece di decentrare portiamo tutto al di qua delle mura, come il Tribunale o l'Università alla Staveco, una sciocchezza (io feci acquistare i terreni a Ozzano per Veterinaria...)». Periferie da rivitalizzare e centro intasato, questo il dilemma. «Stanno male tutti e due. In centro servono più abitanti (ai miei tempi 90 mila, oggi 53 mila) e meno uffici. Si è smesso di fare una buona politica». Magari qualcuno che la fa bene da qualche parte c'è? «In Germania, dove tante città (quella di riferimento per Bologna è stata a lungo Monaco, da lì arrivo l'inascoltato Winkler) si sono riqualificate sfruttando le vecchie ferrovie. Noi, che sulla viabilità siamo indietro, possiamo ripartire dal Servizio ferroviario metropolitano che ha 20 stazioni (però non servono la Staveco dove si arriverà in auto: che lungimiranza, eh)...».