L'ex convento chiuso tre anni e riaperto per rievocare la Disfida BARLETTA La riapertura del cinquecentesco Palazzo San Domenico, avvenuta dopo tre anni in occasione dei recenti festeggiamenti per la Disfida di Barletta, non rimarrà un fatto unico. Il sindaco pd Pasquale Cascella - pur nelle difficoltà della sua amministrazione già in crisi dopo appena otto mesi fa - ha deciso di dare una destinazione precisa all'ex convento cinquecentesco, ad angolo tra corso Garibaldi e corso Cavour, che per anni ha ospitato la sede del parco letterario «Ettore Fieramosca». Il parco letterario, voluto dal compianto sindaco Francesco Salerno, non c'è più e nemmeno la società che aveva in gestione l'immobile comunale, ritornato perciò nella piena disponibilità del Comune. «In questo edificio, almeno al piano terra, vorremmo sistemarci la biblioteca Loffredo», spiega il sindaco che, però, prima degli annunci, ha messo al lavoro gli uffici del servizio Cultura. In realtà, si tratterebbe di un ritorno giacché la Biblioteca civica in passato si trovava già al piano terra dell'ex convento di San Domenico dove vi rimase fino al 1896, quando fu trasferita nelle sale al primo piano del Teatro Curci, per poi essere collocata definitivamente al pian terreno del Castello solo nel 1991. Ridare vita al maestoso edificio, già completamente ristrutturato, però non è cosa semplicissima. Soprattutto se l'idea è quella di spostarci una biblioteca. Ma il primo cittadino ha già un piano preciso in merito. «Nel Castello si potrebbe lasciare la biblioteca storica, che necessita di tutele particolari e potrebbe rientrare nel polo museale della città», spiega. «Il resto, per la consultazione da parte degli utenti, si potrebbe spostare a Palazzo San Domenico. Ma non si può escludere nemmeno un trasferimento di tutta la struttura, sia nella parte dei volumi storici che in quella della consultazione dei testi moderni». Di spazio ce ne sarebbe a sufficienza nel palazzo, collocato proprio di fronte all'ex palazzo della Banca d'Italia (oggi sede gli uffici tecnici del Comune) e a pochi passi dal simbolo di Barletta, la statua bronzea di Eraclio che campeggia davanti alla chiesa del Santo Sepolcro di corso Vittorio Emanuele. Sistemare una biblioteca, però, non è cosa da poco. Oltre agli arredi, c'è il problema del personale. «Quello in servizio nella sede attuale già non basta, con due sedi bisogna prevederne altro a prescindere», aggiunge. Questione di budget, sicuramente. «Bisogna stabilire quali sono le risorse che avremo a disposizione per il 2014», avverte Cascella. «Nel frattempo però stiamo facendo una stima dei costi per lo spostamento in vista dell'approvazione del bilancio, che dovrà essere chiuso entro aprile», conclude il sindaco. Di certo a Barletta, però, non intende perdere di nuovo Palazzo San Domenico, attiguo all'omonima chiesa di epoca precedente. La riscoperta è avvenuta durante i quattro giorni di festeggiamenti per il 511esimo anniversario della Disfida, quando al piano terra dell'edificio storico è stata allestita la mostra «Massimo D'Azeglio e l'invenzione della Disfida», dedicata ai costumi originali delle scorse edizioni delle rievocazione del certame e all'esposizione di alcuni libri sulla disfida che fanno parte del patrimonio della biblioteca. Un successo inaspettato, tanto che nei quattro giorni di apertura previsti, dal 13 al 16 febbraio scorsi, sono state molte le scolaresche che l'hanno visitata ma molte di più quelle rimaste a bocca asciutta. In particolare, alcune di istituti extracittadini. Per questo, la visita (su prenotazione) è stata prorogata ancora per diversi giorni.