Dubbi della giunta sulle modifiche richieste da Rizzani De Eccher e Contec VERONA Colpo di freno sull'Arsenale. Una decina di giorni fa, il progetto di ristrutturazione e riuso del grande complesso asburgico, presentato dalle imprese Contec e Rizzani De Eccher è stato «rimodulato». Palazzo Barbieri sta riflettendo se le modifiche siano accettabili oppure no. E in questo secondo caso, ovviamente, tutto il project financing, al centro da mesi di furibonde polemiche, potrebbe finire nel cestino. La notizia è stata data ieri pomeriggio dal vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Stefano Casali, nel corso della riunione della commissione consigliare sui Lavori Pubblici, presieduta da Francesco Spangaro. In pratica, quasi in contemporanea con la presentazione pubblica del progetto, avvenuta la settimana scorsa nella sede di Confindustria Verona, le due imprese (la veronese Contec e la friulana Rizzani De Eccher) avevano comunicato al Comune che avrebbero cambiato alcune condizioni dell'accordo. Una delle modifiche era stata peraltro annunciata anche in Confindustria e riguardava, come avevamo scritto, l'avvio dei lavoro «a stralci», e non più avviando l'intera ristrutturazione, come previsto fino ad allora. Altre modifiche riguarderebbero poi diversi dettagli tecnici e cantieristici. A Palazzo Barbieri, da quanto è dato capire, non hanno fatto salti di gioia. E hanno spedito tutte le novità sia all'Agec (che è il Responsabile Unico del Progetto, per la parte esecutiva), sia a Class, l'agenzia specializzata che è stata incaricata di valutare se il Piano economico e finanziario dell'opera sia congruo o meno, chiedendo se le modifiche possano essere accolte o meno. Da entrambi, le risposte dovrebbero arrivare entro un paio di settimane. Ma è ovvio che questo apre un punto interrogativo grande come una casa sulla effettiva realizzazione di quanto finora veniva dato per assodato. Tra i punti di domanda, uno riguarderebbe tra l'altro l'utilizzo dei 12 milioni di finanziamento comunale previsti: se le imprese intendessero cominciare i lavori usando proprio quelli (in attesa magari di ricevere il necessario sostegno bancario) il Comune avrebbe probabilmente più di qualcosa su cui eccepire. Ma questo si vedrà solo tra una quindicina di giorni. Ieri, intanto, lo stesso vicesindaco Casali ha spiegato, senza mezzi termini, che i pareri di Agec e Class potranno essere positivi o negativi, e così sarà per il parere conseguente della giunta. «E a quel punto - ha aggiunto il vicesindaco - ne discuteremo tutti insieme in commissione, e tutte le carte e i documenti relativi saranno messi a disposizione di tutti i consiglieri che ne faranno richiesta». Reazioni favorevoli dalle minoranze. Michele Bertucco (Pd) definiva «positivo il cambio di rotta dell'amministrazione», e Gianni Benciolini (M5S) chiedeva di puntare adesso «più che su di un progetto, su di un percorso di coinvolgimento dell'intera città». Proprio nella riunione di commissione, era stato presentata una mozione (su cui tutte le forze politiche si sono dette favorevole, e che sarà quindi sicuramente approvata nella prossima seduta) che impegna la giunta «a sottoporre preventivamente alla Commissione consiliare, per un proprio parere vincolante, ogni atto e provvedimento relativo alla destinazione d'uso delle parti dell'ex Arsenale in disponibilità dell'Amministrazione». Insomma, a decidere non sarà la sola giunta. Le minoranze hanno chiesto che la procedura debba valere anche per la parte di Arsenale destinata ai privati. Ma su questo non si è andati oltre. Ricordiamo che il progetto presentato in Confindustria da Contec e Rizani De Eccher prevede, nella parte affidata ai privati, la creazione di una «cittadella del gusto» per la quale ci sono contatti con il «Gambero Rosso» (e su questo tema è previsto anche un incontro, a breve, tra i promotori e i vertici della Camera di Commercio). Previsto poi un centro di formazione nel settore della moda. «Non sarà un progetto invasivo - aveva assicurato il professor Christian Campanella, del Politecnico di Milano - ma un lavoro per inserire il complesso nel cuore cittadino, che l'ha sempre tenuto ai margini». Marco De Eccher aveva aggiunto che «la parte pubblica, il 45 per cento del totale, comprenderà un grande parco, con aree e percorsi verdi ed un aumento notevole delle alberature. La palazzina comando avrà funzioni espositive e museali. La corte est ospiterà funzioni «per il sociale»: scuola per l'infanzia, spazi per eventi culturali, per i giovani e per il volontariato e per il distaccamento dei Vigili Urbani. Le possibilità di occupazione previste si aggirano sui 500 posti di lavoro, con 800-1000 persone occupate durante i lavori.
Verona. Restauro Arsenale, frenata sul project
Il progetto di ristrutturazione e riuso del complesso asburgico, presentato dalle imprese Contec e Rizzani De Eccher, è stato rimodulato. La giunta del Comune di Verona ha espresso dubbi sulle modifiche richieste dalle imprese. Le modifiche riguardano l'avvio dei lavori a stralci, anziché l'avvio dell'intera ristrutturazione, come previsto fino ad allora. Altre modifiche riguardano diversi dettagli tecnici e cantieristici. La giunta ha chiesto che le imprese forniscono le novità alle agenzie specializzate, Agec e Class, entro un paio di settimane. Le risposte dovrebbero essere positive o negative, e a quel punto la giunta discuterà del progetto.
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