Una sezione corposa del Pug prova a disegnare le future politiche culturali che l'amministrazione dovrà affrontare, attraverso l'individuazione di nuove destinazioni d'uso per molti dei contenitori oggi dismessi o utilizzati in modo incongruo. «Con Bari Sistema Cultura» - sostiene l'architetto Mauro Saito, che di questo parlerà oggi al Circolo della Vela, all'interno dell'incontro «Bari, una città di Teatri senza Musei» - abbiamo inteso la totalità dei contenitori assegnati alle attività espositive e alla cultura tout court, ossia musei, teatri, hub della creatività, luoghi espositivi e della formazione universitaria». La novità comunque non è questa ma piuttosto il fatto che la maggior parte di questi contenitori insistono sul riqualificato waterfront, quello che il Pug ha circoscritto in una lunga fascia verde interrotta dalle piazze in aggetto sul mare. «Sul sistema coordinato di piazze che abbiamo immaginato per ricucire la città al porto e complessivamente a tutta la linea di costa - spiega Saito - si trovano il Castello, il Margherita, il Palazzo della Provincia, Santa Scolastica, e verso la Fiera del Levante il Palazzo del Mezzogiorno, prossimo Palazzo del Cinema. Abbiamo lavorato all'ipotesi che su questo asse si articolino il miglio dei teatri e luoghi espositivi come, per esempio, il Castello. Quest'ultimo, inserito in una piazza che da Santa Chiara arriva direttamente nel porto, potrà diventare il punto di maggior interesse del waterfront, un balcone sul mare che integra il dinamismo del porto al più statico skyline della città vecchia. Il Castello, peraltro, liberato presto dagli uffici della Soprintendenza trasferiti invece a Santa Chiara, si candida come naturale sede della Pinacoteca provinciale e quindi di un museo di arte antica e moderna». E su questa ipotesi esiste già un accordo di massima con la Direzione regionale dei Beni culturali, a fronte di un restauro del complesso di Santa Chiara attualmente operativo e disposto grazie ai fondi Poin, gli stessi con i quali si dovrà procedere agli interventi sul Castello. Ma «Bari Sistema Cultura» guarda oltre il mare e riconsidera anche spazi come la Manifattura Tabacchi, la caserma Picca e la caserma Rossani, le cui singole funzioni, malgrado gli estenuanti dibattiti e le eclettiche proposte, non appaiono ancora precisamente definite. Questa l'idea di Saito e dei progettisti del Pug: la manifattura Tabacchi, legata ad una più generale riqualificazione del quartiere Libertà, diverrebbe il polo dell'infanzia con un museo interattivo, spazi per il gioco e annesso centro universitario di formazione pedagogica; la Caserma Picca si presterebbe ad una conversione in Public Library, non proprio una biblioteca, ma un centro di studio e di accoglienza per gli studenti. Confermati invece, in accordo con la delibera della giunta comunale del 6 febbraio 2013, i ruoli della Caserma Rossani e del Teatro MargheritaBac, rispettivamente epicentro della formazione artistica e polo museale per l'arte contemporanea.