Taranto, i beni comunali senza custodia TARANTO Taranto come Palermo. È lungo l'elenco del patrimonio storico, artistico e architettonico abbandonato e danneggiato nella disatrata città vecchia di Taranto. Gli ultimi esempi riguardano i restaurati palazzi Amati e Delli Ponti, recuperati, lasciati incustoditi, saccheggiati e danneggiati. A questi si aggiungono gli atti vandalici all'ipogeo San Martino e quelli allo splendido palazzo Carducci. Soldi spesi e non salvaguardati, assieme al patrimonio di pregio. Per questo le associazioni Nobilissima Taranto e Taranto futura hanno deciso di dire basta e chiamare in causa prefetto e procura, per capire di chi siano le responsabilità della mancata custodia dei beni preziosi. E lo hanno fatto convocando una conferenza stampa nel centro sportivo Magna Grecia. Palazzo Amati, in vico Vigilante con affaccio su mar Grande, è uno degli edifici di maggior pregio del borgo antico. Costruito nel Settecento, restaurato negli ultimi anni, è di proprietà comunale, anche se ha ospitato per anni il corso di Scienze della Maricoltura. Dopo la chiusura del corso di laurea è rimasto inutilizzato per oltre un anno. In parte delle sue trentasette stanze era stato allestito il museo del mare, grazie a una una collezione fatta di teche, reperti e una antica barca da pesca donata dall'ex responsabile della facoltà, Cosimo Sebastio. L'edifico, non custodito, è stato violato da tempo. Al suo interno sono stati rubati cavi e impianti elettrici, distrutte delle teche museali e danneggiata parte della collezione, tra cui l'imbarcazione in legno. Destino simile per il settecentesco palazzo Delli Ponti, sempre di proprietà comunale e lasciato in concessione all'Università di Bari. È stato completamente restaurato, ma non è utilizzato. Al suo interno sono presenti delle pareti affrescate e ipogei di epoca magnogreca (del V secolo a.C.) e paleocristiana. La settimana scorsa alcuni individui si sono introdotti e hanno rubato attrezzature e impianti. La porta attraverso la quale i vandali si sono introdotti, è rimasta aperta per diversi giorni, lasciando l'immobile alla mercè di chiunque. «Nonostante la denuncia dei giorni scorsi - scrivono le due associazioni presiedute da Carmine De Gregorio e dall'avvocato Nicola Russo - la porta che immette nei locali di palazzo Delli Ponti, da largo Gennarini è ancora aperta. Le scorribande vandaliche, e le immagini che proponiamo lo dimostrano, sono più che eloquenti rappresentando danni per diverse migliaia di euro e possono continuare ad andare avanti senza soluzione di continuità». Le due associazioni ricordano che in passato ci sono state vicende analoghe per i palazzi Carducci (ancora occupato abusivamente, in attesa di ristrutturazione con un finanziamento approvato dalla Regione di 2 milioni e 689 mila euro) e palazzo D'Ayala. Gli edifici non sono utilizzati e non sono custoditi. «Vogliamo capire di chi siano le responsabilità - spiega De Gregorio - e per questo scriviamo al prefetto e alla Procura, per denunciare la violazione del patrimonio storico della città. Siamo davvero stufi. È ora di dire basta, la storia e i cittadini meritano rispetto».
Taranto. Gli edifici restaurati nel mirino dei vandali. Denuncia alla Procura
Due associazioni, Nobilissima Taranto e Taranto Futura, hanno convocato una conferenza stampa per denunciare la mancata custodia dei beni comunali senza custodia nella città vecchia di Taranto. Il patrimonio storico e artistico è stato danneggiato e saccheggiato in diversi edifici, tra cui il palazzo Amati e il palazzo Delli Ponti. Le associazioni chiedono di capire di chi siano le responsabilità della mancata custodia e hanno scritto al prefetto e alla Procura per denunciare la violazione del patrimonio storico della città.
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