«Conosco bene i problemi degli Scavi. Ma i lavori procedono con regolarità» Massimo Osanna, il professore di Archeologia classica e direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell'Università degli studi della Basilicata, che l'ex ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, nominò con un incarico esterno soprintendente dell'area archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia, oltre un mese fa, spera che il suo insediamento avvenga presto: «La mia posizione dice è sottoposta alla valutazione della Corte dei conti, ma credo che nell'arco di una decina di giorni possa definitivamente chiarirsi. Appena avrò risolto anche il mio rapporto con l'Università potrò insediarmi: diciamo un paio di settimane». Osanna si dice «ottimista per natura». E non teme che i larghi tempi burocratici che hanno, sinora, concorso a rallentare di parecchio l'attività della «trojka» nominata da Bray (oltre al soprintendente, il direttore generale Giovanni Nistri, che dal 2007 al 2010 ha guidato il comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale; e il suo vice, Fabrizio Magani, direttore generale dei Beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo, nonché responsabile del progetto per la ricostruzione de L'Aquila) possano condizionare «la resa dei lavori». Tutt'altro. «A distanza spiega noto che si sta procedendo alacramente. Ho fatto qualche sopralluogo in modo informale, ho incominciato a conoscere i funzionari di Pompei. Insomma, c'è una macchina che lavora senza intoppi. I controlli sugli appalti, così come la sorveglianza, l'attenta cura che il generale Nistri e il direttore Magani stanno impiegando, costituiscono la migliore garanzia per il futuro. Io conosco bene Pompei, conosco l'ambiente e i problemi degli Scavi. Del resto, la Basilicata, la mia regione di provenienza, non è distante. Tuttavia, voglio attendere che si completi la procedura del mio incarico per fare il punto ufficiale della situazione. Sebbene conclude Osanna la migliore conferma del lavoro che si sta facendo è la fine dei lavori della Casa del Criptoportico». Già, è il primo, significativo giro di boa del Grande progetto per Pompei: l'investimento di 105 milioni di euro per la riqualificazione dell'area archeologica più famosa al mondo. Oggi, e a distanza di 380 giorni dall'inaugurazione, avvenuta alla presenza del commissario Ue per le Politiche regionali, Johannes Hahn; del presidente della Regione, Stefano Caldoro; e dei tre ministri del governo Monti coinvolti nell'operazione (Anna Maria Cancellieri, per il ministero dell'Interno; Lorenzo Ornaghi, per i Beni culturali; e Fabrizio Barca, per la Coesione territoriale) termineranno gli interventi di restauro della Casa del Criptoportico. Circa 340 mila euro il costo di questa prima operazione sostenuta dall'Unione europea, dal governo nazionale e da quello regionale per arrestare il degrado degli Scavi, a cominciare adl crollo nella Casa dei Gladiatori. La seconda fase di interventi sarà dedicata al restauro degli apparati decorativi (stucchi, pitture parietali e pavimenti a mosaico), di cui a breve partirà il bando di gara. I lavori appena conclusi hanno interessato il consolidamento e il restauro delle strutture antiche, con la realizzazione di una passerella in legno che consentirà la visione dall'alto degli ambienti termali ipogei e delle rispettive superfici decorate. Il tepidarium è stato liberato dei detriti, portando così in luce numerosi e interessanti frammenti di intonaci dipinti e di stucchi a rilievo. L'edificio subì gravi danni dal bombardamento che colpì Pompei nel settembre 1943. «I lavori terminati nei tempi previsti, nonostante il ribasso del prezzo su base d'asta, sono stati realizzati nel pieno rispetto degli standard di qualità ha dichiarato il soprintendente Luigi Malnati come accertato nelle verifiche del direttore dei lavori, utilizzando i materiali progettuali previsti dalla gara e consentendo così un notevole risparmio di denaro per l'amministrazione. Intanto, di prossima chiusura i lavori di restauro alla Casa delle Pareti rosse». Ma sul ribasso del prezzo su base d'asta è il presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale, Antonio Irlando, ad attaccare: «Sull'appalto della Casa del Criptoportico, unitamente a quello sulla Casa dei Dioscuri e della Casa di Sirico, era stata aperta un'indagine della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, poiché i tre lavori di restauro sono stati aggiudicati tutti con ribassi superiori al 50 e con il record verificatosi proprio con la Casa del Criptoportico, i cui lavori sono stati assegnati con un importo decurtato del 56,7, rispetto alla cifra iniziale di progetto. Un'inchiesta dalla quale attendiamo ora verità».