A Palermo non è più tempo di "sollazzi". Al contrario, è guerra aperta tra ambientalisti e istituzioni sulla vicenda che vede protagonista ciò che rimane del castello dell'Uscibene. Da mesi il palazzo, un tempo sede dei "piaceri" normanni, è al centro di una polemica per la realizzazione della terza linea tramviaria, che collegherà via Notarbartolo con corso Calatafimi. Secondo alcune associazioni, l'area in cui è sorto il cantiere è sottoposta a vincolo di inedificabilità. Si tratta di una porzione di terreno antistante al palazzo che dicono gli ambientalisti risulterebbe vincolata alla prescrizione del "divieto assoluto di edificazione (ai sensi dell'art. 21 della Legge 10891939) e del divieto di apportare qualsiasi modifica alle strutture già esistenti". "Quel cantiere è abusivo denuncia l'architetto Raffaele Savarese, del circolo L'Istrice , il fatto anomalo è che i vigili non si sono mai occupati dell'Uscibene vero e proprio, come complesso castellare, e hanno sequestrato un'area usata come parcheggio, ma che non è quella dove c'è il cantiere abusivo della Sis". Rincara la dose Legambiente Sicilia che ieri ha presentato un esposto alla Procura di Palermo ipotizzando che i lavori siano fuori legge. "Non riusciamo a capire afferma Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia chi possa avere autorizzato, se sono mai stati autorizzati, dei lavori in un'area vincolata, dove è impedita qualsiasi modifica o intervento". Ma per la Soprintendenza è tutto regolare. "Ci sono stati ben sette pareri positivi spiega Maria Elena Volpes, soprintendente ai Beni Culturali di Palermo, a SiciliaInformazioni . È tutto in regola, l'area in cui insiste il cantiere non è sottoposta ad alcun vincolo. Se così fosse, non avremmo potuto consentire i lavori". Alle obiezioni degli ambientalisti sulla mancata visibilità del bene dalla circonvallazione, previsto dal vincolo panoramico, la soprintendente risponde che il bene continuerà ad essere visibile nonostante il pilone del sovrappasso pedonale che sarà costruito. Eppure, sono in molti a sostenere che il vincolo esiste eccome. "Nell'ottobre 2013 i vincoli erano operanti, ho esaminato tutte le carte obietta Savarese , si tratta delle particelle 91-92-599-85 corrispondenti ad una parte dell'area perimetrata, dove si trova il cantiere, con vincolo 7213 del 1993 e con vincolo 2160 del 1991. La Soprintendenza applica i vincoli esistenti, non li interpreta e tanto meno li abroga". Certo che se il vincolo era presente fino allo scorso ottobre, sarebbe molto difficile credere che in quattro mesi sia sparito nel nulla. E se così fosse, per quale motivo sarebbe stato abrogato? Ma c'è un altro aspetto, forse il più importante, su cui soffermarsi. Recentemente il Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale ha sequestrato, oltre ad un'area adibita a parcheggio, la cappella del palazzo, perché soggetta a rischio di crolli imminenti. La polizia municipale ha, dunque, denunciato il proprietario del bene per danneggiamento ed omissione di lavori a tutela del patrimonio storico-artistico. I rischi, però, non riguardano solo la cappella, ma anche la sottostante sala della fontana. Si tratta di un ambiente dallo straordinario valore storico, all'interno del quale sono ancora visibili tre esedre semivoltate, con tracce visibili di muqrnas, decorazioni tipiche dell'arte musulmana. Se questa parte del monumento dovesse crollare (cosa tutt'altro che improbabile visto lo stato di degrado in cui si trova), scomparirebbero per sempre gli elementi artisticamente più significativi dell'Uscibene e con loro la memoria storica del bene.
PALERMO-Il tram e l'Uscibene. Il giallo del vincolo "sparito"
A Palermo, il castello dell'Uscibene è al centro di una polemica per la realizzazione della terza linea tramviaria. Gli ambientalisti sostengono che l'area in cui è sorto il cantiere è sottoposta a vincolo di inedificabilità, mentre la Soprintendenza afferma che non esiste alcun vincolo. La Soprintendenza ha ottenuto sette pareri positivi per i lavori, ma gli ambientalisti sostengono che il vincolo sia stato abrogato.
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