San Bevignate, scaduto l'ok allo studentato: così si può bloccare l'opera senza la penale da oltre un milione Il progetto, a oltre dieci anni dall'inizio del suo iter, non sembra più piacere a nessuno. Tornare indietro, ma come? L'appalto per la realizzazione dello studentato Adisu a poca distanza dalla chiesa di San Bevignate, assegnato regolarmente, ha un valore di quasi dodici milioni di euro. Bloccare tutto e ripensare il progetto come ha auspicato anche il sindaco Wladimiro Boccali costerebbe una penale tra il milione e il milione e mezzo. Inevitabile la ricerca di un punto d'incontro tra le parti per limitare i danni. Ma ci potrebbe essere un "appiglio" per le istituzioni. Come affermato dal direttore regionale per i Beni architettonici e paesaggistici dell'Umbria, Francesco Scoppola, ci sarebbero dei vuoti nelle procedure, in relazione alle autorizzazioni della Soprintendenza stessa. Per cui il progetto dovrà tornare al vaglio dell'ente. E quanto meno, temporaneamente, in attesa di un nuovo ok o di soluzioni alternative, i lavori dovrebbero essere bloccati. Dal punto di vista della tutela archeologica, non risulta completata la consegna degli elaborati necessari e connessi, relativi all'area di edificazione che è sottoposta a vincolo. Per quanto riguarda il vincolo paesaggistico, dopo il primo "no", visto che si trattava di un'opera pubblica, c'era stato un processo di revisione che aveva portato a dare il via libera il 4 settembre del 2008, oltre cinque anni dalla prima notifica preliminare dei lavori. Secondo il direttore, quindi, il parere positivo non avrebbe più valore. Tutto da bloccare? Sembrerebbe così. Per l'assessore regionale alla Cultura, Fabrizio Bracco il progetto di realizzare una residenza universitaria nell'area dove si trova la ex Chiesa di San Bevignate «è una scelta paesaggisticamente inopportuna» e per uscire dalla situazione «è necessario un accordo» tra tutti i soggetti interessati». Perché se è legittima nell'ottica dell'offerta dei servizi agli studenti, attraverso il riutilizzo del patrimonio pubblico «nel quadro del protocollo d'intesa generale sottoscritto nel 2003 da Comune, Regione ed Università», la realizzazione dello studentato "pecca" per la collocazione, «anche per le molteplici e delicate valenze storico-culturali dell'area, dove, tra l'altro, è collocato uno dei monumenti più importanti di Perugia, che la Regione, insieme al Comune, è impegnata a valorizzare nel quadro di un progetto incentrato sulla presenza dei Templari nella nostra regione». Alla luce di quanto affermato dal direttore Scoppola, Italia Nostra e "La città di tutti" sostengono che «l'Adisu dovrà ripristinare lo stato dei luoghi, demolire il piazzale, risistemare il pendio e ripiantare gli ulivi», e che il Comune blocchi subito i lavori, ritenuti «abusivi» perché con autorizzazione "scaduta". Emanuele Scarponi, consigliere comunale di Ncd, chiede di attivare la V commissione e «verificare se tutti i passaggi effettuati nel 2007 furono corretti in occasione della variante urbanistica e i successivi atti», Carlo Fabbri ed Emiliano Pampanelli, consiglieri di Rifondazione comunista, sull'argomento hanno presentato una mozione con la quale impegnare il Comune a bloccare i lavori e a valutare con la Regione soluzioni alternative con il patrimonio esistente. Anna Rita Fioroni, candidata alle primarie del Pd, si dice soddisfatta per la posizione del Comune: «Il nostro programma di rinnovamento della città porta già risultati positivi».
PERUGIA-L'assist della Soprintendenza
Il progetto di realizzazione dello studentato Adisu a San Bevignate, in Umbria, è stato bloccato a causa di un'opinione negativa della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Il progetto, che avrebbe costato circa 12 milioni di euro, non sembra più piacere a nessuno. La penale per bloccare i lavori sarebbe di circa un milione e mezzo. Il direttore regionale per i Beni architettonici e paesaggistici, Francesco Scoppola, ha affermato che ci sono vuoti nelle procedure e che il progetto dovrà tornare al vaglio dell'ente. La tutela archeologica non è stata completata e il vincolo paesaggistico non ha più valore.
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