In Olanda, durante la cosiddetta Golden Age, l'occhio è lo strumento fondamentale della rappresentazione. Da quel tempo nella Storia giungono a Bologna, per una eccezionale opportunità, 37 dipinti celeberrimi, ma soprattutto quell'icona planetaria che è la Ragazza con l'orecchino di perla". È con questo porgere da venditore televisivo e notturno di tappeti che Marco Goldin accoglie i visitatori del maxi evento bolognese. Goldin, 53 anni, è il fondatore e direttore di Linea d'o m b ra , società che "fornisce la gestione completa di un evento espositivo dal momento di progettazione alla conclusione. Unendo dunque, unica in Italia, la cura scientifica e l'organizzazione". È a lui che si devono i vertici della stagione trash delle mostre blockbuster, come Gli Impressionisti e la neve , o Raffaello verso Picasso. La "cura scientifica" nel caso specifico si traduce in questo: un'onesta antologica di un museo momentaneamente chiuso, cui segue, isolata nella sala d'onore, il "capolavoro assoluto", esposto come una reliquia in una orrenda mega-teca che ingombra la sala con gli affreschi dei Carracci, i più belli di Palazzo Fava, debitamente oscurati. Perdendo così d'un colpo la possibilità di confrontare la Ragazza con gli altri ritratti in mostra, e di far vedere ai visitatori una delle ragazze più conturbanti della storia dell'arte universale, la Medea affrescata pochi metri sopra. Un'operazio - ne che sta alla storia dell'arte come Stamina alla medicina. Ma Goldin non si accontenta di fare il direttore del circo: vuol fare anche l'acrobata. Un cartellone annuncia che è in vendita un dvd con "due ore e mezza (!) di registrazione con Marco Goldin che racconta la mostra. Infine l'atto unico scritto da Marco Goldin e dedicato alla Ragazza con l'orecchino di perla, con le musiche straordinarie di Franco Battiato". Per sapere ciò che aspetta l'incauto acquirente del video basta salire al piano superiore, dove un'imbarazzantissima serie di interpretazioni di Vermeer commissionate ad artisti di oggi è introdotta da Goldin con una prosa di questo tipo: "Un sigillo dentro luci abbrunate, come una sala nel tempo, fatta di bruciature e insieme fioriture per accedere a quel luogo nel quale apparizioni e scomparse si confrontano insieme, e danno vita allo spaesamento dentro il tempo". Altro che Golden Age, siamo in piena Goldin Age. Un'epoca in cui le parole da imbonitori di fiera non servono a comunicare idee o a descrivere fatti, ma a muovere la pancia degli ascoltatori, trasformandoli in clienti, avventori, elettori. È lo stile dei pifferai del marketing, qualunque campo frequentino: Goldin ha un gemello in Farinetti di Eataly, e uno ancor più illustre in Renzi, capace di chiedere la fiducia in due camere con una supercazzola a base di sogni, coraggio, occhi di bambini e aneddoti di paese. Piaccia o no, l'analisi più penetrante l'ha fatta il capogruppo M5Se al Senato, che ha definito Renzi "il Vanna Marchi della politica". Ecco la vera santa patrona della Goldin Age. Astenersi possessori di neuroni.
"Goldin Age" Arte al tempo di "Linea d'Ombra"
Marco Goldin, 53 anni, è il fondatore e direttore di Linea d'ombra, società che fornisce la gestione completa di un evento espositivo. Ha organizzato diverse mostre blockbuster, come Gli Impressionisti e la neve e Raffaello verso Picasso. La sua società ha creato un evento espositivo a Bologna con 37 dipinti celeberrimi, tra cui la Ragazza con l'orecchino di perla. L'evento è stato presentato come un museo momentaneamente chiuso, con il "capolavoro assoluto" esposto in una mega-teca isolata nella sala d'onore. Goldin ha anche creato un DVD con la registrazione della mostra e un atto unico scritto da sé.
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