Per azzerare il consumo di suolo agricolo, palazzo Loggia dovrà «trattare» con i proprietari delle aree su cui oggi insistono diritti edificatori. Aree per le quali in questi anni è stata pagata l'Imu, nonostante non si sia ancora costruito; tributo che ora gli uffici comunali potrebbero anche restituire pur di preservare le aree agricole. L'operazione non sarà affatto facile, ma l'obiettivo che l'amministrazione ripete come un mantra è sempre lo stesso: azzerare il consumo di suolo. Per una vera «rigenerazione urbana spiega Tiboni sarà fondamentale fare i conti con il patrimonio disponibile e le volumetrie previste ma non ancora realizzate». L'attuale Piano di governo del territorio consente infatti l'erosione di 1.500.000 metri quadrati di aree verdi. La fetta maggiore di quei diritti, va detto, pari a un milione di metri quadrati, è il residuo di ciò che consentiva di costruire il vecchio Prg. Il Pgt di Paroli aveva tolto alcuni diritti su aree agricole, spostandoli su altre aree, ma aveva aggiunto la possibilità di consumare nuovi 500mila metri quadrati di area vergine. Tornare indietro non è affatto semplice. I diritti che risalgono al vecchio Prg sono infatti consolidati; diritti acquisiti che giuridicamente non è possibile revocare. «Nei limiti del possibile andremo a rinegoziare con proprietari e operatori, cercando di rendere compatibili le loro esigenze con quelle del nuovo Piano di governo dei territorio» spiega Tiboni. Quei diritti potrebbero per esempio restare ma spostarsi: invece che su aree agricole, su aree dismesse. Si vedrà. Discorso diverso per i diritti edificatori introdotti con il Pgt da Paroli. «Il documento di piano continua Tiboni individua delle possibilità edificatorie, ma non si tratta ancora di diritti dal punto di vista giuridico. Questo ci mette nelle condizioni di poter rivedere queste previsioni». Naturalmente anche in questo caso l'operazione è tutt'altro che semplice. Sia perché, ammette Tiboni, il dibattito sulla «cogenza» di questi diritti «è aperto», sia perché ci sono proprietari che su quelle previsioni hanno fatto progetti e magari investimenti. In questa fase, va detto, è presto per delineare strategie precise. Quel che è certo è che la Loggia intende «ridurre drasticamente» il consumo di suolo e per far questo metterà in campo una «rinegoziazione rispetto alle previsioni ereditate». Si ragionerà con le proprietà per «favorire il recupero delle aree dismesse». Ma bisognerà anche vedere come risolvere la questione Imu, pagata in questi anni dai proprietari in base all'aliquota delle aree fabbricabili. L'ipotesi più probabile è che il Comune decida di restituire il tributo pagato in questi anni, evitando contenziosi.
Brescia. Per azzerare il consumo di suolo si rinegozia con i privati
L'amministrazione di Palazzo Loggia intende azzerare il consumo di suolo agricolo trattando con i proprietari delle aree su cui oggi insistono diritti edificatori. L'operazione non sarà facile, ma l'obiettivo è quello di ridurre drasticamente il consumo di suolo. Per raggiungere questo obiettivo, la Loggia intende rinegoziare con i proprietari e operatori, cercando di rendere compatibili le loro esigenze con quelle del nuovo Piano di governo del territorio. I diritti edificatori introdotti con il Pgt da Paroli potrebbero essere riveduti, ma l'operazione è complessa a causa del dibattito aperto sulla cogenza di questi diritti e dei progetti e investimenti già fatti dai proprietari.
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