Tiboni: rimettere al centro il tema del lavoro Rendere Brescia una città più «attraente», un posto dove la gente possa «tornare a vivere», dove le aree agricole siano messe al riparo da nuovo cemento e dove quelle dismesse possano tornare a essere siti produttivi. Un ridisegno della città che dia risposte «alla richiesta di miglioramento della qualità del vivere e della possibilità di lavorare a Brescia, nonché di fruire dei servizi sociali e culturali che la città offre». Detta così, sembra un compito da far tremare le vene ai polsi. Eppure è l'obiettivo che l'amministrazione Del Bono si è data con la «variante generale» all'attuale Piano di Governo del Territorio. La debolezza del Pgt di Paroli, spiega l'assessore all'urbanistica Michela Tiboni, «risiede nell'aver individuato nell'approccio quantitativo la principale risposta per affrontare lo stato di crisi di Brescia, mettendo in secondo piano le altre questioni», per esempio quelle ambientali e socio economiche. Basti pensare all'idea di «Brescia città-metropoli», o all'obiettivo (quantitativo) dei 220mila abitanti. La riscrittura del Pgt messa in campo dalla nuova amministrazione punta invece ad analizzare insieme le diverse criticità (ambientali, sociali, economiche) per dare una risposta «unitaria», in modo che l'urbanistica si raccordi con i servizi sociali, la mobilità, l'ambiente. Martedì la giunta ha licenziato il documento programmatico che fissa i principi e le linee guida del lavoro che verrà svolto nei prossimi mesi. Quattro i concetti capisaldo: azzerare il consumo di suolo agricolo, attraverso l'eliminazione delle previsioni che comportino l'erosione di aree verdi; puntare sulla rigenerazione urbana, vale a dire una riqualificazione architettonica, ambientale ed energetica dell'esistente; recuperare le aree dismesse, confermando la vocazione produttiva (nell'ottica della green economy) per le ex aree industriali; sviluppare una mobilità sostenibile, creando una «città amica» di pedoni e ciclisti. «Purtroppo spiega Tiboni il calo demografico mostra come la città sia percepita come un luogo dove la qualità della vita è inferiore rispetto ad altri contesti. Spesso questa è più una percezione che non una situazione reale. Con la variante vogliamo riflettere su come il Pgt possa essere lo strumento che cambia l'immagine e la qualità urbana della città». Il documento programmatico non indica ancora le azioni concrete da mettere in campo. Precisa però «gli obiettivi». «Vogliamo rimettere al centro del Pgt il ruolo che storicamente Brescia ha sempre avuto, quello di una città della produzione spiega Tiboni vale a dire il tema del lavoro». Naturalmente non si tratta più di costruire fabbriche o capannoni. Ma di lasciare le aree industriali dismesse a vocazione produttiva: una produzione ecosostenibile, legata ai servizi, alle attività artigianali e alle nuove professioni (graphic design). L'esempio è Modena, che ha riconvertito in questa direzione lo storico quartiere artigianale. Le difficoltà non mancheranno, ma Tiboni pare ottimista: «Oggi la trasformazione delle aree dismesse in residenziale e commerciale non è più così attrattiva. Partiamo da una situazione di invenduto che è sotto gli occhi di tutti. La sfida che ci attende è quella di individuare con gli operatori e le associazioni di categoria gli strumenti per rendere percorribile la strada del riuso produttivo delle aree dismesse». Un'opportunità potrebbe arrivare dallo sviluppo intermodale della «piccola velocità», lo scalo merci di via Dalmazia. Per un'area come la ex Pietra potrebbero nascere occasioni «di rigenerazione di tipo produttivo»; di certo, spiega Tiboni, «il futuro della Pietra non potrà essere disgiunto dall'ipotesi che a Brescia si realizzi uno scalo intermodale». L'altro tasto su cui insiste Tiboni è il contenimento del consumo di suolo agricolo; azione che non può essere fine a se stessa, ma che va accompagnata da una valorizzazione delle componenti ambientali esistenti, i parchi, il paesaggio, le aree agricole. Il nodo è però un altro: ci sono diritti edificatori ormai consolidati, ereditati dal vecchio Prg ma anche dal Pgt di Paroli. Stralciare quelle previsioni non sarà facile.