Orario continuato e nuovi spazi visitabili, aperta anche la biblioteca PAVIA Orario di apertura prolungato anche durante la pausa pranzo. Parti principali del convento (chiostri, refettorio e nuova sagrestia) e della chiesa (transetto, coro, presbiterio, sagrestie e cappelle, adeguatamente illuminate) visitabili sempre. Possibilità di vedere anche biblioteca, foresteria e almeno quattro celle (oggi delle 24 se ne possono vedere, e non sempre, un paio). Sono questi i principali punti degli undici proposti dal Ministero dei beni culturali per una nuova gestione della Certosa di Pavia ed elencati nel verbale dell'incontro che si è tenuto lo scorso 16 dicembre tra agenzia del Demanio (proprietario del bene), monaci cistercensi (gestori) e Ministero. Il documento sarà discusso il 7 marzo al tavolo tecnico sulla Certosa che si terrà presso la sede milanese del Demanio. Nello stesso incontro le parti discuteranno della nuova concessione che dovrà regolare i rapporti tra proprietario e gestori. Due le ipotesi in campo: che la concessione duri un anno, come chiesto dal Ministero, oppure due, secondo la proposta del Demanio, in modo che la scadenza coincida con quella del contratto della parte agricola, nel 2016. L'obiettivo dovrebbe poi essere quello di adottare una Carta dei servizi del monumento e del suo museo con le indicazioni utili per una migliore gestione della Certosa. Poco probabile, invece, l'ipotesi che il Ministero in futuro prenda in consegna dal Demanio l'intero complesso (mancano soldi e personale). Il 7 si discuterà, inoltre, del destino delle sale della Carthusiana che la Provincia di Pavia vorrebbe avere in gestione per realizzare un centro di documentazione mentre il Ministero preferirebbe mantenere unite al resto del complesso e utilizzare per attività culturali. In ogni caso, da metà marzo, indipendentemente dall'esito dell'incontro previsto, il Museo della Certosa resterà aperto con orario continuato. Le proposte del Ministero vanno, comunque, nella direzione di una maggiore fruizione della complesso, sulla scia delle indicazioni fornite già qualche mese fa dall'ex sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni. Il progetto di rilancio dovrebbe prevedere anche visite organizzate dal Ministero in affiancamento a quelle effettuate dai monaci e un sistema di prenotazione delle guide. Ai monaci sarà chiesto inoltre di garantire l'accesso ai documenti contabili necessari per partecipare a bandi di finanziamento pubblici e privati. Nessun accenno, invece, nel verbale del 16 dicembre alla questione del biglietto d'ingresso che molti vorrebbero fosse introdotto per garantire maggiori risorse e monitorare il numero dei turisti della Certosa.