ROMA Stavolta il pacchetto di sottosegretari e viceministri è chiuso anche se l'ultima notte di trattativa prima del Consiglio dei ministri fissato per oggi alle 10.30 ha portato alcune variazioni alla lista dei 45 nomi. Molte potrebbero essere le conferme: e tanto per citare le caselle più delicate, Marco Minniti (con la delega ai servizi segreti) rimarrebbe al suo posto a Palazzo Chigi così come Claudio De Vincenti manterrebbe la delega alle telecomunicazioni al ministero dello Sviluppo economico. Spunterebbe invece una delega per l'«agenda digitale» affidata al renziano Paolo Coppola mentre ancora ieri sera l'ex ministro Cécile Kyenge (Integrazione) non smentiva la proposta di entrare, come vice, nel governo Renzi. Un altro ex ministro, Enzo Moavero, avrebbe definitivamente detto no agli Affari europei ma per lui potrebbe arrivare l'incarico di commissario straordinario per il semestre europeo. Nella stessa casella, quella delle politiche comunitarie, potrebbe invece approdare l'ex ministro della Difesa Mario Mauro (Popolari per l'Italia), ma solo se la poltrona dovesse dipendere da Palazzo Chigi e non dal ministero degli Esteri guidato da Federica Mogherini. Confermate le otto caselle assegnate alla minoranza del Partito democratico (Guerra, Legnini, Bubbico, Del Basso, De Caro, Amici, Velo, Leva); quelle riservate ai franceschiniani (Pistelli, Baretta, Fiano, Giacomelli, Puglisi). E quelle dei renziani di stretta osservanza: Di Giorgi, Rubinato, Richetti, Rughetti, De Angelis, Ermini, Ginetti, Giani, Lotti ai quali si aggiunge Morando, vice all'Economia insieme a Luigi Casero (Nuovo centrodestra), che quasi certamente verrà confermato. Restano fuori invece i lettiani, fatta eccezione per Vito De Filippo, Riccardo Nencini (socialisti) sarà vice alla Cultura dove c'è la conferma della sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni (Scelta civica), mentre Bruno Tabacci (Centro democratico) sarà vice allo Sviluppo economico insieme a Carlo Calenda (Sc). Alla Giustizia il viceministro sarebbe Enrico Costa (Ncd) affiancato da un sottosegretario del Pd (Leva o Ermini). Il partito di Angelino Alfano conferma poi Castiglione (Agricoltura) Toccafondi (Istruzione), De Camillis (Rapporti con il Parlamento), Gioacchino Alfano (Difesa) e Simona Vicari (Sviluppo Economico). L'ultima parola spetta comunque al presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Debora Serracchiani, presidente della giunta in Friuli Venezia Giulia, dovrebbe invece dare una mano al Pd, così come Lorenzo Guerini.