TRENTO «Il rischio per il Parco nazionale dello Stelvio? Lo smembramento in tre mini-parchi regionali». La preoccupazione è di Franca Penasa, componente della Commissione dei Dodici che ieri ha presentato ai media la bozza della norma di attuazione sul parco che sarà in discussione nel prossimo incontro. L'avvicendamento a Palazzo Chigi ha fatto saltare la riunione della Commissione in programma per ieri, rinviata sine die. Da qui la decisione di Penasa di sfruttare l'attesa per fare informazione. All'incontro di ieri seguirà un'assemblea pubblica venerdì alle 20.30 a Malè: nella sede della Comunità di valle l'ex consigliera illustrerà alla popolazione i cambiamenti previsti per il parco che in Trentino tocca i comuni di Pejo e Rabbi (entrambi con competenza amministrativa), Malè, Pellizzano, Caldes e Terzolas. Nella norma è esplicitata l'intenzione di «mantenere una configurazione unitaria del Parco», ma Penasa è preoccupata dalla possibilità di uno «smembramento dello Stelvio in tre parchetti regionali che avverrà senza nessuna tutela». «La norma è poco chiara afferma la rappresentante di nomina governativa nella Commissione Prevede la possibilità per le Province di Trento e Bolzano e per la Lombardia di disciplinare autonomamente la tutela del parco. Ciò significa legiferare autonomamente. La norma prevede poi che le Province di Trento e Bolzano si accollino tutte le spese, prima di competenza dello Stato, anche per la Lombardia. Parliamo di un bilancio del consorzio di 5 milioni di euro». Seppur non lo dichiari, Franca Penasa lascia intendere di sperare in un ulteriore intervento del Capo dello Stato Napolitano che già due anni fa aveva di fatto bloccato l'iter della precedente norma. «Agendo in questo modo aggiunge il Parco dello Stelvio cesserà di essere nazionale e non potrà più accedere ai finanziamenti della legge 394 del 1991». E ancora, dopo la critica alla «divisione della sorveglianza»: «La nuova norma prevede l'istituzione di un comitato di coordinamento, un nuovo ente con funzioni di indirizzo che dovrebbe occuparsi della gestione del parco e che coinvolga rappresentanti delle due Province, della Regione Lombardia e di tre comuni interessati». Unico lato positivo sarebbe, secondo la politica, l'articolo 8: «Prevede l'inquadramento del lavoro dei 130 lavoratori del Parco a livello locale e l'incardinamento in una struttura. La gestione statale non li ha mai fatti passare in pianta organica».
Parco dello Stelvio, i Dodici ne faranno tre
La Commissione dei Dodici ha presentato una bozza di norma di attuazione sul Parco nazionale dello Stelvio, che prevede lo smembramento del parco in tre mini-parchi regionali. La componente Franca Penasa è preoccupata per il rischio di uno smembramento senza tutela. La norma prevede la possibilità per le Province di Trento e Bolzano e per la Lombardia di disciplinare autonomamente la tutela del parco, ma ciò significa legiferare autonomamente e accollarsi le spese. La norma prevede anche l'istituzione di un comitato di coordinamento per la gestione del parco, ma la gestione statale non ha mai fatti passare i 130 lavoratori del Parco a livello locale.
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