Mellarini rompe gli indugi. Musei, si farà il cda unico TRENTO «Dovremo arrivare a un unico cda dei musei». Parola di Tiziano Mellarini, che ieri ha illustrato le linee di legislatura. Una partita-chiave si giocherà a Trento: «Se lo stadio verrà collocato altrove, la zona delle Albere diventerà una cittadella della cultura: attendo un incontro con Andreatta». TRENTO «Le centralizzazione dei costi di gestione dei musei trentini dovrà essere attuata entro la fine dell'anno». Per Tiziano Mellarini, nuovo assessore alla cultura, il calo delle risorse al settore non consente rinvii o esitazioni: «Il percorso sarà graduale ma dovremo arrivare a un unico cda dei musei», ha detto Mellarini alla quinta commissione, a cui ieri ha illustrato le linee di legislatura. Una partita-chiave si giocherà nel capoluogo a cui Mellarini passa la palla: «Se lo stadio verrò collocato altrove, la zona delle Albere potrà diventare una cittadella della cultura: attendo un incontro con il sindaco Andreatta; occorre pensare a un ridisegno complessivo che potrebbe coinvolgere anche il cimitero». Cultura e ricavi «La cultura deve diventare uno dei motori dell'economia del Trentino», è la sintesi di Mellarini, che pensa a un «raccordo organico con il marketing turistico» e a «nuove opportunità di lavoro ai giovani, a cui sarà rivolta l'azione dell'assessorato». Sul piano interno, Piazza Dante intende ridurre i costi, partendo dai costi di gestione che saranno centralizzati entro il 2014: «Ancora non conosciamo gli stanziamenti del bilancio provinciale, ma su quella base decideremo le azioni da intraprendere sia per i musei sia per le altre strutture», dice Mellarini. Il modello per una cultura generatrice di utili è «la grande crescita del turismo culturale registrata a Trento: il modello del capoluogo può essere allargato ad altre città ma anche ad alcuni borghi culturalmente dotati. Villa del Monte, nel comune di Tenno, può diventare fattore di crescita economica e offrire opportunità professionali ai giovani?». Accanto ai distretti culturali di Trento e Rovereto, saranno progettati anche quello dell'Alto Garda, valli del Noce (castelli in val di Non e Sole) e quello di Fiemme e Fassa. Per quanto riguarda il centenario della Prima guerra mondiale, «le iniziative potranno proseguire anche per un lungo periodo successivo. I principali appuntamenti commemorativi in Italia si svolgeranno in Friuli, a Redipuglia, e il 28 giugno a Rovereto nella piazza del Mart, con collegamenti radiofonici con tutta Europa; poi il 31 agosto aprirà una grande mostra al Mart sulla Grande guerra, che continuerà anche nel 2015». La Provincia ha intenzione di progettare «nuove piattaforme online, da cui dipende la nostra internazionalizzazione» e di intraprendere servizi di incoming per generare interscambi con le città europee più importanti come Berlino». La governance «Rinnoveremo i cda di Muse e Mart, dobbiamo farlo spiega Mellarini ma gradualmente arriveremo a un cda unico». La regia politica sarà in capo alla Provincia mentre nascerà un coordinamento permanente dei direttori affidato al responsabile del dipartimento della Provincia, Sergio Bettotti. «Vanno raccordate le strategie: il Muse con le palafitte di Fiavè e Ledro e con il Museo di S. Michele. A Rovereto deve nascere un distretto con il Mart, il teatro Zandonai, Casa Depero, il museo storico, quello civico e la Campana della pace». Mellarini chiede al Mart non solo grandi eventi, ma anche spazio «per gli artisti trentini. Anche la piazza del Mart merita qualche iniziativa diversa: dobbiamo farla vivere e non metterla in naftalina, questo chiederemo al futuro consiglio di amministrazione, che rinnoveremo a metà marzo». Lucia Maestri, presidente della commissione ed ex assessora comunale a Trento, ha chiesto cautela nel chiedere che il Mart diventi una sede espositiva di artisti trentini, e Mellarini l'ha rassicurata. Quanto alla governance, «bene la gestione unitaria, purché sia la politica a dettare gli indirizzi. La governance non può essere consegnata a uno studio Deloitte». Da segnalare le perplessità di Maestri e Lorenzo Baratter (Patt) sull'unificazione del museo degli usi e costumi della gente trentina di San Michele all'Adige con il Muse: «Vanno coinvolte le amministrazioni locali della zona, e la Provincia deve far fare uno scatto in avanti alla collaborazione con l'istituto agrario». La questione Albere «Palazzo delle Albere deve rientrare nella pianificazione generale di castelli e musei. Sono in attesa con il sindaco di Trento, Andreatta, per capire da lui che tipo di sviluppo urbanistico vuole il Comune in quell'area. Perché se lo stadio verrà collocato altrove, questa zona potrà diventare una cittadella della cultura. Oggi occorre pensare a un ridisegno complessivo che potrebbe coinvolgere anche il cimitero», dice Mellarini, che comunque non pensa «a uno spostamento» Le scuole musicali Mellarini ha confermato che entro marzo «sarà definito un progetto di rilancio delle scuole musicali, con una didattica omogenea. Il canale di finanziamento di scuole e bande dovrà essere uno solo, oggi sono due». Nel dibattito è entrato anche il centro culturale Santa Chiara», criticato da Manuela Bottamedi (5 stelle): «Spende 6 milioni di contributi provinciali». La cifra è stata corretta da Mellarini («Sono 2,9 milioni»), che ha garantito: «Ora occorrono obiettivi chiari».
Trento. Albere, polo della cultura
Tiziano Mellarini, nuovo assessore alla cultura del Trentino, ha illustrato le linee di legislatura e ha annunciato la centralizzazione dei costi di gestione dei musei trentini entro la fine dell'anno. La zona delle Albere potrebbe diventare una cittadella della cultura se lo stadio verrà collocato altrove. Mellarini ha anche promesso di ridurre i costi di gestione dei musei attraverso la centralizzazione e ha parlato di un modello di cultura generatrice di utili. La Provincia intende progettare nuove piattaforme online e intraprendere servizi di incoming per generare interscambi con le città europee più importanti.
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