Più che le bizze tra la Serenissima e Francesco Gonzaga, a sfregiare la Rocca di Lonato sono stati i secoli e una pioggia sciagurata. L'ultima offesa nel novembre 2013: è crollato un pezzo di muro, 20 metri quadri con vista su Desenzano. Quel brandello è stato subito messo in sicurezza (nella foto ), tra poco arriveranno catene e cartelli per vietare ai turisti di avvicinarsi troppo alla cinta precaria. E ieri l'assessore provinciale alla Cultura Silvia Razzi ha staccato un assegno da 30 mila euro per contribuire al restauro del muro: i cantieri dovrebbero iniziare a maggio. Costo: 80 mila euro. «L'intera cifra dice l'assessore dovrebbe essere garantita dal ministero ai Beni culturali, presso cui hanno intercesso il soprintendente Andrea Alberti e la delegazione bresciana del Fai. Intanto ho girato quest'assegno per coprire parte dei costi e provvedere alla manutenzione». Il restauro, fa notare Antonio Benedetto Spada, direttore della fondazione Ugo Da Como, «sarebbe anche partito prima, se non ci fossero stati intralci burocratici. In ogni caso la Rocca, dichiarata monumento nazionale nel 1911, necessita di una manutenzione indefessa».
Rocca di Lonato, primi fondi per il recupero della cinta muraria crollata
Più che le bizze tra la Serenissima e Francesco Gonzaga, a sfregiare la Rocca di Lonato sono stati i secoli e una pioggia sciagurata. L'ultima offesa nel novembre 2013: è crollato un pezzo di muro, 20 metri quadri con vista su Desenzano. Quel brandello è stato subito messo in sicurezza (nella foto ), tra poco arriveranno catene e cartelli per vietare ai turisti di avvicinarsi troppo alla cinta precaria. E ieri l'assessore provinciale alla Cultura Silvia Razzi ha staccato un assegno da 30 mila euro per contribuire al restauro del muro: i cantieri dovrebbero iniziare a maggio. Costo: 80 mila euro. L'intera cifra dice l'assessore dovrebbe essere garantita dal ministero ai Beni culturali, presso cui hanno intercesso il soprintendente Andrea Alberti e la delegazione bresciana del Fai. Intanto ho girato quest'assegno per coprire parte dei costi e provvedere alla manutenzione. Il restauro, fa notare Antonio Benedetto Spada, direttore della fondazione Ugo Da Como, sarebbe anche partito prima, se non ci fossero stati intralci burocratici. In ogni caso la Rocca, dichiarata monumento nazionale nel 1911, necessita di una manutenzione indefessa.
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