Il sindaco, lo sceicco e l'appuntamento saltato. Non è la sceneggiatura di un cine-panettone, ma quanto successo a Roma tra Ignazio Marino e l'ambasciatore del Kuwait Ali Khlaed Al-Sabah, 50 anni, da pochi mesi rappresentante del suo paese in Italia. Lo sceicco, in un'intervista al Corriere, ha rivelato i suoi piani: «Un progetto per Pompei, un centro islamico a Venezia, il restauro di alcuni siti storici di Roma». Marino e l'ambasciatore si erano visti il 6 dicembre, in Campidoglio. Ma, da allora, è calato il silenzio. In quell'occasione, Marino presentò al Al Sabah il dossier di «otto progetti» (come le Terme di Traiano, il mausoleo di Augusto, il Ludus Magnum, il Celio, la terrazza Caffarelli) che il sindaco mostra a tutti i potenziali investitori stranieri: una sorta di book, con foto, descrizione dell'intervento, costi. Lo sceicco, sorridente, disse che ci avrebbe pensato. E poi? «Dal Comune non abbiamo più sentito nessuno», dice un portavoce dell'ambasciatore. Fino all'appuntamento saltato di ieri sera: «Avevamo invitato il sindaco Marino al ricevimento per il nostro National day». Ebbene? «Marino ci ha fatto sapere di avere altri impegni...». Gli sceicchi non l'hanno presa benissimo: «Peccato, un'occasione persa. E sì che abbiamo la fila alla porta, di città che vogliono i nostri soldi...».