Giovanni Bazoli presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Gli imprenditori lombardi e il dovere di concludere entro l'Expo Gli articoli pubblicati in questi giorni dal «Corriere della Sera» hanno richiamato l'attenzione dei lettori sulle precarie condizioni in cui versa Casa Manzoni in via Morone. Non occorre certo sottolineare come Alessandro Manzoni sia figura centrale della cultura e della storia italiane. La sua opera e il suo pensiero hanno influenzato profondamente non solo la vita letteraria, ma anche quella politica e civile del nostro Paese. Manzoni, infatti, unì all'impegno per un rinnovamento culturale e letterario del nostro Paese l'aspirazione alla rifondazione morale della società italiana. Educato agli ideali dell'Illuminismo lombardo e della cultura romantica europea verso la quale Milano era tradizionalmente aperta Manzoni favorì la sprovincializzazione dell'Italia non solo attraverso la creazione di una lingua destinata a divenire il modello dell'Italia unita, ma contribuendo da protagonista alla formazione di una moderna coscienza nazionale. Dedicare attenzione, impegno e risorse all'edificio che fu la residenza milanese di Manzoni per quasi 60 anni, dal 1814 sino alla morte nel 1873, significa recuperare un luogo e una figura simbolo di un periodo luminoso della nostra storia e quindi incoraggiare l'Italia a credere nuovamente nel proprio futuro. È radicata tradizione di Intesa Sanpaolo progettare e realizzare interventi rivolti alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Dal 1989, infatti, la banca promuove e cura, in collaborazione con le Soprintendenze, un programma di restauri dei beni artistici e architettonici del Paese. Nel corso degli anni l'iniziativa, denominata «Restituzioni», ha consentito di restituire alla collettività quasi un migliaio di opere d'arte e importanti monumenti (tra i quali, a Milano, gli affreschi giotteschi dell'Abbazia di Chiaravalle e lo studiolo dantesco del Museo Poldi Pezzoli). Idea guida del progetto è la radicata convinzione che preservare gli straordinari tesori d'arte del Paese significhi proteggere i valori e la stessa identità della nazione. Il recupero di Casa Manzoni rientra nella tipologia degli interventi previsti dalla banca; a maggior ragione in quanto l'edificio è ubicato in uno spazio urbano (compreso tra via Morone, via Manzoni e piazza della Scala) che ospita anche le Gallerie di Piazza Scala, polo museale di Intesa Sanpaolo: uno scrigno di incomparabile valore architettonico, estetico e storico proprio nel cuore della città, dove si respira ancora la presenza di figure che hanno fatto grande Milano e l'Italia. Io credo che nessun soggetto dotato di attitudini e di mezzi imprese, fondazioni, mondo associativo, cittadini possa sottrarsi al dovere di affiancare le istituzioni pubbliche, soprattutto in questa fase di estrema difficoltà, nella tutela del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. In questa logica Intesa Sanpaolo dichiara la propria disponibilità a promuovere e sostenere con un contributo rilevante un progetto collettivo di restauro di Casa Manzoni, alla cui realizzazione concorrano altri soggetti, auspicabilmente espressione del mondo milanese. Un'iniziativa che non vuole assumere il carattere di una mera sponsorizzazione termine che richiama un concetto di corrispettività , ma piuttosto presentarsi come un atto di liberalità e di responsabilità verso la comunità cittadina e nazionale. Al riguardo, so che è già stato predisposto un progetto di massima dei lavori da compiere, il cui costo non sarà inferiore ai 5 milioni di euro. Siamo in contatto con il Comune di Milano, proprietario della Casa, e con il Centro nazionale studi manzoniani, con i quali saranno concordate le linee di azione. Se altri imprenditori si uniranno a noi per sostenere l'intervento, potremmo portare a termine i lavori in tempo per l'Expo, così da presentare Casa Manzoni, restaurata, ai milanesi e al pubblico internazionale. Ma il progetto non può limitarsi al recupero dell'edificio: il restauro dev'essere finalizzato alla sua successiva valorizzazione. Al salvataggio del «contenitore» dovrà seguire un ripensamento del suo «contenuto» e una riflessione sul suo nuovo utilizzo. Il riallestimento di Casa Manzoni offrirà l'occasione per diffondere la conoscenza di questo luogo e promuovere nuove iniziative rivolte a favorire lo studio e la conoscenza dell'opera e del pensiero di uno dei più grandi italiani. Mi sembra di assoluta evidenza che Milano, in occasione dell'Expo, non possa rinunciare a presentare al mondo la figura luminosa di questo suo figlio. E tuttavia, se non venisse portato a termine un adeguato restauro della dimora di piazza Belgioioso, suggerirei agli organizzatori, per non incorrere in critiche imbarazzanti, di non includere Casa Manzoni tra i luoghi da visitare!