SI POTRÀ entrare nel cantiere della Cappella della Sindone stando seduti in poltrona. Da un padiglione allestito nei Giardini Reali ci si collegherà con i direttori della Soprintendenza e con i tecnici, che risponderanno dall'interno alle domande dei cittadini. Dopo una prima fase sperimentale, dal 4 maggio prendono il via in modo definitivo le visite virtuali nell'officina ove si sta mettendo a punto l'indagine preliminare per il restauro del capolavoro di Guarino Guarini andato in fumo nella notte tra 1' 11 e il 12 aprile del '97. Proprio ieri, durante la presentazione dell'iniziativa, è stata messa a punto la nuova tabella di marcia dei lavori, che -come annunciato dal direttore regionale per i Beni culturali Mario Turetta - si spera di concludere nel 2009. Il prossimo giugno con la conclusione della gara di appalto dovrebbe essere affidata la progettazione esecutiva del consolidamento strutturale, nella seconda parte dell'anno prenderà quindi il via il piano definitivo dell'intero restauro, da realizzarsi in base alla schedatura dei 5mila "conci" (ovvero i vari tasselli di cui si compone il rivestimento interno) e alle sperimentazioni in corso. A inizio 2006 partirà infine la gara di appalto per l'affidamento dei lavori, che si protrarranno per tre anni. «Le indagini conoscitive e strutturali fin qui condotte si sono protratte per lungo tempo, ma ci permetteranno ora di operare in sicurezza e di iniziare a preventivare le spese per l'intervento» ha detto il direttore del cantiere Mirella Macera, ricordando come dopo un primo periodo successivo all'incendio, in cui si era operato nell'emergenza per evitare il crollo della struttura, tra il '98 e il 2000 il cantiere vero e proprio era stato interrotto per le due ostensioni della Sindone. L'ingegner Vittorio Nasce del Politecnico, coordinatore dell'equipe di strutturisti, ha rievocato le drammatiche fasi iniziali: «II rogo aveva portato la temperatura interna dell'edificio a 900 o forse 1000 gradi, i ponteggi in legno crollati formavano una pira di cento metri cubi di legname: non ci si deve stupire che la cappella abbia perso elementi del proprio assetto statico originale-hadet-to. - Ma i danni sono serviti a conoscere come mai prima la sua conformazione e a capire quali fossero gli elementi portanti dell'edificio». Nei lavori si potranno utilizzare i frammenti lapidei e marmorei recuperati dopo il crollo: raccolti in 140 casse, sono stati schedati a uno a uno dall'equipe del restauratore Giorgio Cragnotti, che ha dato vita a un data base che ora si rivelerà particolarmente utile. Le prime visite virtuali riguarderanno il restauro dei quattro monumenti voluti nella Cappella da Carlo Alberto per celebrare i suoi avi Amedeo Vili, Emanuele Filiberto, Carlo Emanuele II e Tommaso di Savoia Carignano. Poi, le telecamere si soffermeranno sul recupero del rivestimento interno. Dopo il 4 maggio, appuntamenti il 17 maggio e il 7 e 29 giugno, sempre alle 15 (prenotazioni almeno cinque giorni prima allo 0115220456).