L'assessora: «Ecco i fondi per la città» Il Corriere del Mezzogiorno ha raccontato il degrado in cui versa il centro storico di Taranto Ci sono interi isolati abbandonati, distrutti e sommersi dai rifiuti TARANTO «Prima faccio le cose e poi le dico. Uso fare così». Angela Barbanente, assessora regionale all'Urbanistica, non si sbilancia riguardo la città vecchia di Taranto. Il centro storico, da lei definito uno dei più belli d'Italia, è un disastro. Interi isolati abbandonati, distrutti e sommersi dai rifiuti. Altri restaurati, non utilizzati e saccheggiati. Mancano pulizia, manutenzione, servizi primari. Il Comune lamenta di non avere soldi e personale, e di poter far fronte solo all'emergenza. Assessora Barbanente: e la Regione? «Abbiamo aiutato il Comune a recuperare le risorse per la rigenerazione urbana. Sette milioni in tutto, 2,8 circa destinati all'isola, gli altri per il teatro Fusco. Soldi di Urban che altrimenti sarebbero andati persi. Serviranno per la messa in sicurezza degli edifici pericolanti, il completamento del recupero di quelli vicino la caserma Rossarol, per quello di vico Nove lune di via Garibaldi, assieme agli spazi esterni limitrofi destinati ai servizi studenteschi in accordo con Adisu, che potrebbero anche essere utilizzati come residenze o mense». Sono cifre che il Comune ha già reso note. Non bastano di certo. C'è bisogno di altri impegni. «Con i finanziamenti europei Fesr recupereremo altri due edifici storici importanti, palazzo Troilo e palazzo Carducci. Per il primo, destinato ad attività d'inclusione sociale, sono a disposizione 3.631.590 euro. Per il secondo, da utilizzare come centro culturale, 2.689.200 euro. Altre risorse riguardano l'allestimento di una sezione del museo MarTa a palazzo Pantaleo e il museo Diocesano di arte sacra Mudi». In che modo possono incidere questi interventi sul borgo antico? «L'università nella caserma Rossarol ce lo insegna. Far funzionare delle strutture e centri d'interesse crea vita, movimento e attività tutt'attorno». Non manca una visione d'insieme? «Manca un progetto. Il piano c'è ed è quello Blandino, eccellente. Va solo aggiornato. Bisogna partire dall'analisi, da un censimento, per poi passare alla revisione del piano e al programma, che serve per recapitare le risorse. Infine si attiva il progetto. Diversamente si rischia di perdere energie e finanziamenti». Vale a dire? «La ditta aggiudicataria potrà fare il progetto definitivo, il Comune ha solo quello preliminare, così si potrà sopperire alle carenze dell'amministrazione. Per palazzo Troilo e Carducci, come per il teatro Fusco, sarà così». Le risorse si perdono, i palazzi si recuperano ma poi il Comune non riesce a gestirli. Non ha le forze. Come si può adottare Taranto, come ha detto il presidente Vendola? «La Regione può affiancare, ma non sostituire il Comune, con azioni condivise. Il Comune deve produrre atti amministrativi. Bisogna fornire l'amministrazione di nuove figure tecniche e bisogna aprire un confronto con le componenti attive della città. Le associazioni vanno coinvolte assieme a tutti quelli che hanno a cuore città vecchia. Sulla gestione degli immobili recuperati, poi, abbiamo chiesto precise garanzie, considerando anche la possibilità di farli gestire ad associazioni del territorio».