Fori illuminati di notte. Strade, si comincia dalle periferie Cultura, rifiuti, infrastrutture, archeologia, finanziamenti, manutenzione, progetti. Con l'avvento del governo Renzi, anche Ignazio Marino va di corsa. E annuncia, prima in un convegno alla Sapienza poi parlando a Teleradiostereo 2 , quello che sembra un programma di consiliatura. Si parte proprio dal nuovo esecutivo di palazzo Chigi. Marino racconta che «già in questo fine settimana ho avuto contatti col ministro della Cultura Dario Franceschini, ministro ai Beni Culturali e col sottosegretario Graziano Delrio per la questione dei costi aggiuntivi di Roma Capitale». A breve, il terzo appuntamento, «col ministro dell'Ambiente Galletti: abbiamo l'urgenza di risolvere la questione del commissario ai rifiuti». Quarto, un vertice con Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti) «per sollecitare lo stanziamento di 15 milioni per ristrutturare il piazzale di fronte la stazione Termini». Il sindaco apre il suo cassetto dei sogni: «Vorrei dice i Fori Imperiali illuminati anche di notte, in modo spettacolare». Se ne parla da settimane, col maestro del cinema Vittorio Storaro. E, connesso ai Fori, c'è il progetto del «parco archeologico», vera «fissa» di Marino che dovrebbe andare dal centro fino alla periferia: «Ci prepariamo alla fase due: realizzare il parco archeologico più grande del pianeta. Rifaremo il manto stradale dell'Appia Antica e ridurremo la velocità di transito. In più, con alcuni progetti, renderemo quella zona più facilmente collegabile al Colosseo». Sulla viabilità, la lotta è contro le buche: «Abbiamo iniziato subito dopo i danni dell'alluvione. Servono interventi radicali e siamo partiti dalle periferie perchè vogliamo che siano importanti come il centro». Sui progetti, due gli obiettivi: lo stadio della Roma («Pallotta si sta preparando per un viaggio, credo ci presenterà il progetto») e il Tevere navigabile («è una nostra priorità»). E i finanziamenti? Anche dai fondi europei: «L'autonomia di Roma passa anche dalla Ue». Si chiude sulle aziende. Prima l'Ama e i rifiuti: «Non c'è un rischio emergenza. Più che una discarica serve un eco-distretto. L'efficenza dell'azienda va migliorata e i dirigenti vanno ridotti: alcuni non servono». Poi l'Acea, con acqua e luce: «Nel 2018 non ci saranno più problemi per fogne, illuminazione o acqua potabile. Se arrivano bollette pazze o ci sono quartieri al buio, io sto dalla parte dei cittadini».