Un esperto fa denuncia, la Procura archivia, ma il gip fissa la prima udienza L'Annunciazione di Leonardo appesa agli Uffizi è stata irrimediabilmente rovinata dal restauro. Alberto Cottignoli ripete questo mantra da molti anni. Da quando nel 2001 si recò a vedere l'opera restaurata in compagnia di James Beck, fondatore e allora presidente di Art Watch International (l'organizzazione che si occupa di proteggere le opere d'arte da trattamenti inutili o dannosi), di cui Cottingoli è il direttore Sezione Analisi Estetiche per l'Italia. «Davanti a me stava un cadavere privato di ogni colore, un corpo cromaticamente immoto a cui qualcuno, disperatamente, aveva tentato di restituire una qualche parvenza di vita», racconta nelle 72 pagine di cui si compone il dossier presentato un anno fa presso i carabinieri di Bologna per denunciare il fatto. E adesso un giudice ha deciso di fissare un'udienza che rischia di sconvolgere il mondo dell'arte e non solo. Ma chi è Alberto Cottignoli? Nato nel 1958 a Ravenna, inizia la carriera di pittore a 16 anni. Ma è anche scrittore, saggista e scenografo (Il testimone dello sposo di Pupi Avati), laureato in Filosofia nel '98 e in Storia e conservazione delle opere d'arte nel 2013. «Mi sono dovuto laureare a 65 anni continua Cottignoli per avere le carte in regola e poter così presentare la mia denuncia». Il 13 febbraio dello scorso anno Cottignoli si reca infatti presso la sezione Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Bologna, e lì presenta un esposto contro ignoti allegando un cd contenente le comparazioni del dipinto prima e dopo il restauro. Già nel 2001 Cottignoli aveva iniziato a criticare il restauro (ma solo sulla parte iconografica) e nel dicembre dello stesso anno Carlo Pedretti, il massimo esperto di Leonardo, aveva risposto sulle pagine del Corriere della Sera minimizzando la denuncia. «È quindi irresistibile scrive Pedretti la curiosità di seguire lo svolgersi, in reazione a catena, di una divertente commedia di errori». Adesso però la commedia rischia di trasformarsi in un dramma di proporzioni internazionali. «Il lavoro fatto da Cottignoli è preciso e ben dettagliato conferma il prof. Piero Pierotti, presidente di Art Watch Italia e soprattutto immediatamente comprensibile anche ai non esperti». A colpire in particolar modo il prof. Pierotti il volto della Madonna, che a suo parere ha perso tutta la sua vivacità. «Sa cosa rispondono al Louvre quando gli chiedono di restaurare la Gioconda? ''Leonardo non si restaura". Quando si arriva al restauro, che è spesso una ridipintura, la battaglia è già persa». La battaglia di Cottignoli invece è ancora in corso. Dopo la denuncia del febbraio 2013, ad aprile il pm fiorentino Gianni Tei presenta una richiesta di archiviazione a cui però Cottignoli si oppone. «Lei ha in mano un documento di colossale importanza internazionale scrive rivolgendosi al pm ed ha il dovere di fare in modo che lo scempio del patrimonio artistico, non solo italiano, cessi definitivamente». Pochi giorni fa Cottingoli riceve una raccomandata. Il Gip Dolores Limongi ha accettato il suo ricorso, rilevando che l'opposizione «va ritenuta ammissibile, poiché contiene sufficiente specificazione circa l'oggetto dell'investigazione suppletiva prospettata e dei mezzi di prova relativi». L'udienza è fissata per il 10 aprile.