«Dove?». Dei nove proiettori sparsi tra piazza Paolo VI e piazza Vittoria per renderne luminosi gli angoli bui, la Soprintendenza ai Beni architettonici ed artistici non sapeva nulla: «Non ci è arrivata una sola riga a riguardo. Le dirò: non sapevo nemmeno ci fossero» dice l'architetto Marco Fasser (nella foto) . Benché si tratti di una soluzione provvisoria, in attesa di un progetto più strutturato sull'intera città, sull'illuminazione di luoghi storici come le due piazze, la Soprintendenza dovrebbe esprimere un parere. E anche parte del progetto cui A2A sta lavorando sui nuovi impianti dovrà passare nei loro uffici, oltre che in Loggia: «Giusto le pagine che riguardano luci nelle piazze o in altri posti con riconosciuto valore artistico, non certo per le strade di periferia o le tangenziali, ovviamente» spiega Fasser. Dopo essere stato visto, discusso e approvato (o meno) dalla giunta il piano, dunque, dovrà avere l'autorizzazione dell'ente. Non richiesta, peraltro, per altri fari: «Qualche giorno fa spiega l'architetto ho notato per puro caso i proiettori bianchi sulla cupola del Duomo: mi sembra abbia la varicella, francamente li trovo discutibili. Sono messi a vanvera, abbacinanti, avevo quasi pensato di spedire una lettera al sindaco per chiedergli il motivo di una scelta simile». Non è passata dalla soprintendenza nemmeno quella, ma non c'è alcuna intenzione di fare polemica, giura l'architetto: «Affatto. Solo un'obiezione, niente più. Piuttosto, aspetto il progetto di A2A».