Lionella Scazzoli Politecnico di Milano Dipartimento ABC Il dibattito su Cascina Linterno è positivo. Da tempo i milanesi stanno costruendo idealmente un nuovo «monumento», attribuendo a quel luogo dei significati culturali e riconoscendolo come archivio di memorie della propria identità. L'importanza di Francesco Petrarca tra i padri fondatori della cultura italiana e europea è fuori discussione: Petrarca fa parte della storia della Cascina ma non la esaurisce. Essa è legata anche ad altri personaggi altamente simbolici per Milano (come don Giuseppe Gervasini, il pret de Ratanà). Ad essa sono legate pratiche d'uso antiche, come il frequentare la corte nei mesi più caldi, e tradizioni legate al calendario agricolo e sacro (come il fuoco di Sant'Antonio, la lusiroela, i canti religiosi). All'edificio con il suo territorio agricolo è legata la storia delle eccellenze dell'agricoltura milanese: l'invenzione della marcita e del sistema di canali e rogge, l'orticoltura, il rapporto città-campagna, l'uso del paesaggio agrario come luogo ricreativo, le tecniche costruttive degli edifici rurali. E' circondata ancora dallo stesso territorio agricolo ed è composta da edifici di molte epoche. Petrarca, dunque, concorre a fare di Cascina Linterno un luogo su cui si concentrano molte attribuzioni di significato, ma non è il suo significato principale. Conservare la Cascina significa mantenere le tracce di tutta la sua storia. Il supporto di indagini conoscitive e di indirizzi per l'intervento e l'uso che il Politecnico di Milano (Dip. ABC, Lab PaRID) dà al Comune all'interno di un progetto finanziato da Fondazione Cariplo, è coerente con tutto ciò: non perdere valori, non privilegiarne alcuni, permettere che nuovi se ne aggiungano. Il criterio tecnico è fondamentale: intervento minimo e reversibile; rispetto e conservazione di tutte le tracce materiali e delle tecniche costruttive; mantenimento della stretta connessione con i suoi campi. Ciò significa aggiunte riconoscibili, non sostituzioni o distruzioni di parti e di materiali; consolidamento non solo delle strutture ma anche degli intonaci e delle decorazioni; aggiunta degli impianti strettamente necessari a rendere utilizzabili le sue parti, ma senza danneggiare le tracce storiche. Gli usi sono indispensabili, ma per la loro scelta occorre tenere presenti alcuni fattori: i caratteri dell'edificio, ossia potenzialità e compatibilità; le proposte che vengono dai gruppi di cittadini; la fattibilità economica, soprattutto per le implicazioni nella futura gestione quotidiana; la collaborazione dei cittadini fianco a fianco dell'amministrazione e dei tecnici (l'associazione che l'ha in carico, gli abitanti che la frequentano). Finora tutto ciò vi è stato. L'intervento di conservazione è in atto dal 2012, quando la Cascina è stata finalmente riaperta al pubblico. Si è proceduto per piccoli passi e la parola d'ordine è stata fattibilità. Gli interventi hanno permesso dapprima l'utilizzo di alcuni locali, poi della corte, poi la riapertura del cancello verso la campagna e poi della chiesetta. La Soprintendenza ha seguito e condiviso le scelte. La strategia messa in atto è una specificità tutta milanese, lombarda e italiana che già da ora Milano può mostrare ai suoi ospiti internazionali