Il neodirettore del museo è un ex cervello in fuga TORINO - "È il sogno di ogni egittologo approdare al museo torinese, che vorrei aprire a una ventata più internazionale. Ho molta voglia di lavorare, di mettere in pratica quello che ho appreso nel cuore dell'Europa". Christian Greco, 39 anni, da 17 fuori dal-l'Italia, curatore delle raccolte della civiltà del Nilo al Museo di Antichità di Leiden, docente in quell'università, è il nuovo direttore dell'Egizio di Torino. La nomina ieri mattina nel cda presieduto da Evelina Christillin, dopo una selezione tra 101candidati. Christian Greco, se l'aspettava? "Ho appena saputo di essere stato scelto, può immaginare il mio stato d'animo. Quando a ottobre è uscito il bando per il direttore, mi sono iscritto, ma non osavo sperare: poi, oggi, è arrivata la telefonata. Sono consapevole della sfide che mi aspettano, anche perché il museo si trova al centro di una trasformazione epocale, con lavori di restauro, ampliamento e riallestimento che saranno inaugurati il prossimo anno". Si considera un cervello in fuga, sulla via del ritorno? "Guardi, mi sono laureato a Pavia in Antichità classiche, a Leiden sono approdato nel '97 per l'Erasmus: lì ho iniziato subito a collaborare con il museo dove poi mi sono fermato, partecipando anche una missione di scavo olandese. E lì ho preso una seconda laurea in Egittologia, completata poi da un dottorato a Pisa. Ho lavorato anche per il museo di Chicago, come epigrafista in Egitto, per sei mesi all'anno, una collaborazione che prosegue. Per rispondere alla sua domanda, le dico che sonomolto felice di tornare in Italia". Quale progetto ha in mente? "Vorrei riportare Torino al centro dell'egittologia internazionale, intensificando l'attività scientifica. Va bene inseguire il numero di visitatori, ma è importante anche legarli al museo. E per questo bisogna che il pubblico sia stimolato a tornare in un'istituzione viva, in cui si fa ricerca. Mi interessa poi stringere rapporti con la soprintendenza e con gli altri musei di Torino, a partire dai palazzi Reale e Carignano: quei reperti sono lì da quasi 200 anni e sono legati alla storia culturale della città". Come intenderà il suo ruolo di direttore? "Come un costruttore di ponti, di relazioni, per stimolare le collaborazioni tra cattedre universitarie e tra musei, in vista di progetti espositivi internazionali. Prendendo a prestito le parole di Aristotele, ci tengo a trasmettere ai collaboratori e al pubblico l'enthousiasmos, il piacere estetico che si prova di fronte all'oggetto d'arte. Non sarà difficile in quel museo, che ogni studente di egittologia impara da subito a conoscere. Champollion nel 1824, aprendo le casse con i reperti di Bernardino Drovetti che arrivavano dall'Egitto, aveva sentenziato "la strada per Memphis e Tebe passa per Torino". Cercheremo di non deludere quelle antiche aspettative".
Christian Greco guiderà a 39 anni il museo egizio di Torino
Il nuovo direttore del Museo di Antichità di Torino è Christian Greco, un egittologo di 39 anni che lavora attualmente al Museo di Antichità di Leiden. Greco è stato scelto dopo una selezione tra 101 candidati e ha espresso la sua gratitudine per la nomina. Ha affermato di essere un "cervello in fuga" che si è laureato in Antichità classiche a Pavia e ha lavorato anche per il Museo di Chicago. Greco ha promesso di riportare Torino al centro dell'egittologia internazionale e di intensificare l'attività scientifica. Ha anche affermato di voler stimolare le collaborazioni tra cattedre universitarie e musei, in vista di progetti espositivi internazionali.
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