VERONA «Su questo progetto si sono dette molte inesattezze e molte bugie, oggi vogliamo chiarire come stanno le cose». L'architetto Giorgio Ferrari, del Consorzio Arsenale Contec, co-progettista, assieme alla Rizzani de Eccher, del recupero dell'Arsenale di Borgo Trento, parla di fronte ad una platea ristretta ma qualificata, nella saletta sotterranea di Confindustria Verona, in piazza Cittadella. Ci sono i promotori, c'è il vicensindaco Stefano Casali, ci sono consiglieri comunali e deputati (gli onorevoli Diego Zardini, Vincenzo D'Arienzo e Alessia Rotta del Pd, i consiglieri Spangaro e Bovo della maggioranza ed Elisa La Paglia e Gianni Benciolini della minoranza) e ci sono diversi rappresentanti del Comitato Arsenale, guidati dall'ingegner Italo Lo Monaco. A tutti, Ferrari spiega che «qui si è parlato di un centro commerciale, che nessuno ha intenzione di realizzare. Puntiamo invece ad una "cittadella del gusto" per la quale abbiamo contatti con il Gambero Rosso. E puntiamo a creare un centro di formazione della moda. Il tutto, in collegamento diretto col centro storico, da cui, fin dai secolo scorsi, l'Arsenale è stato invece emarginato e considerato lontano». Da Renzo Savoia, anch'egli di Contec, arriva poi un suggerimento alla giunta comunale: «Proprio alla luce di questo disegno armonico - dice - e anche se la cosa non è evidentemente di nostra competenza, a noi sembrerebbe logico fare anche un'altra operazione: convincere il ministero della Difesa a spostare il Circolo Ufficiali altrove, e allargare nelle sue sale il Museo di Castelvecchio, lasciando alla palazzina comando dell'Arsenale funzioni culturali e museali sì, ma di tipo diverso. Ma questo - ripete - non è un problema nostro, è solo un'idea». Dopo di che, riecco la sintesi del Project Financing in corso. «Non sarà un progetto invasivo - assicura il professor Christian Campanella, del Politecnico di Milano - ma un lavoro per inserire il complesso nel cuore cittadino, che l'ha sempre tenuto ai margini». Marco De Eccher spiega che «la parte pubblica, il 45 per cento del totale, comprenderà un grande parco, con aree e percorsi verdi ed un aumento notevole delle alberature. La palazzina comando avrà funzioni espositive e museali. La corte est ospiterà funzioni "per il sociale": scuola per l'infanzia, spazi per eventi culturali, per i giovani e per il volontariato e per il distaccamento dei Vigili Urbani. Nella Corte Centrale, nasceranno la "Corte del Gusto", in collaborazione con il Gambero Rosso, e la "Città del Vino", con un teatro-caffè, slow food con prodotti del territorio, scuola di cucina ed altro. Il tutto, creando un polo che diverrà una nuova, forte attrazione turistica». Luca Fantin sottolinea che «le possibilità di occupazione si aggirano sui 500 posti di lavoro, con 800-1000 persone occupate durante i lavori». Renzo Savoia spiega poi che «si lavorerà a stralci, impegnando in una prima fase 30 milioni di euro, ed altri 15-20 nella seconda. Nella gara pubblica che si aprirà su questo progetto, verranno presi in considerazione il contributo pubblico (chi meno chiederà, più sarà considerato), l'area da chiedere per uso privato, la qualità del restauro, e il lavoro a stralci (che consentirebbe anche ad imprese medio-piccole di mettersi in gara)». Quanto alla durata, l'ingegner Ferrari conferma che «si parte dalla richiesta di 99 anni, che è il massimo consentito dalla legge: ovviamente, poi, nel corso della gara si potranno fare offerte al ribasso, prevedendo periodi minori». Reazione a botta calda del comitato Arsenale: «Sicuramente - spiega l'ingegner Monaco - il progetto è stato migliorato, ed è anche un buon progetto. Ma è chiaro che, in assenza totale di una progettualità del Comune, va nel senso degli interessi del privato. E come ha ammesso lo stesso Marco De Eccher nella conferenza, il Project Financing è uno strumento per coprire il vuoto programmatico delle amministrazioni. Il che, ci pare abbastanza chiaro».