La tela di Raffaele Armenise, uno dei «pezzi» storici del Petruzzelli, è distesa su un telaio: tornerà a coprire il soffitto e a guardare dall'alto le teste dei baresi. Il Foyer del teatro è quasi pronto e sta per riaprire i battenti; l'inaugurazione si terrà a giugno, probabilmente il 10. La macchina organizzativa si è già mossa e alla cerimonia sono invitati il ministro Urbani, le autorità e forse altre cariche dello Stato. Chiuso il Congresso eucaristico, chiuso il referendum sulla procreazione assistita, aprirà il Foyer. Certo, siamo lontani dal riavere il teatro intero, ma varcare il portone chiuso ormai da 14 anni è già un passo avanti. Completato il restauro delle decorazioni, in queste ore vengono montate le lampade storiche, tutte ricostruite sulla base dei campioni superstiti. I lavori tecnici, quelli che riguardano l'impianto elettrico e la diffusione sonora, sono stati completati mentre continuano le operazioni di sistemazione dei pavimenti. Il fuoco del 27 ottobre 1991 ha distrutto molti angoli del teatro: «I mattoni - dice l'ing. Antonio Resta, presidente del Consorzio di imprese cui è affidato il restauro - sono stati per fortuna in parte recuperati e restaurati. Per la parte mancante, abbiamo utilizzato mattoni di graniglia e cemento che chiuderanno le superfici». Recuperate in toto le tinte delle pareti: la scelta della tonalità non è stata facile e - racconta Daniela De Bellis, della Direzione regionale, che si occupa del restauro delle decorazioni - abbiamo cercato anche nei testi la colorazione originale del Foyer. Ebbene, nonostante le successive tonalità cromatiche sul verde mandorla, sul marrone e sul nocciola, grazie ai test tecnici siamo tornati alla tinta panna che ha caratterizzato il Foyer ai suoi albori». Il grande salone all'ingresso del teatro tornerà quindi a quel colore caldo con decorazioni in oro utilizzato ai primi del Novecento. Soddisfatti i restauratori, anche per il recupero della tela di Raffaele Armenise. A salvarla dalle fiamme sono state le vernici che negli anni erano state passate sul dipinto - dice la De Bellis - probabilmente per rendere il colore più brillante. La vernice, ossidata col tempo, ha fatto da barriera proteggendo la tela, che adesso giace su un telaio e verrà messa sul soffitto prossimamente. I colori sono meno brillanti di un tempo, ma ciò che era ridotto ad un cartone incenerito è tornato un dipinto in cui si rivedono i petali dei fiori e gli angioletti, un'autentica meraviglia. I lavori fervono. L'ing. Resta sottolinea che alla fine saranno installati gli infissi (praticamente dopo i pavimenti) e che gli interventi decorativi sono ormai ultimati. A giugno, una piccola parte del Petruzzelli uscirà dalla sua solitudine.